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martedì 30 novembre 2010

Reincarnazione e Karma


In quest’ultimo periodo si è parlato spesso di reincarnazione. In molte religioni orientali, quali il Buddismo, è addirittura l’essenza stessa della religione.
Che cos’è di preciso?
Molte religioni credono nella reincarnazione, ovvero nella trasmigrazione dell'anima da un corpo ad un altro in un tempo successivo alla morte dell’ ”involucro fisico”. Un uomo può reincarnarsi in un altro uomo, in una donna, ma anche in un qualche animale, la cosiddetta metempsicosi (dal greco antico μετεμψύχωσις , metempsicosis, passaggio delle anime) platonica.

Una domanda che sorge dunque spontanea è:
Ma Perché?
Una risposta a tutto questo può venirci dal cosiddetto Karma (o karman), che in sanscrito sta ad indicare semplicemente un'azione ma in senso più ampio il destino che ciascuno di noi si costruisce a seconda delle gesta, dei pensieri e delle esperienze che si sono effettuate nel passato.
In pratica, l'esistenza attuale di un individuo, può essere stata determinata da tutto ciò che di positivo o di negativo ha commesso nelle sue incarnazioni precedenti. E così come il presente diviene il prodotto di ciò che si è stati, il futuro diverrà la risultante del passato e del presente. Il karma, dunque, potremmo definirlo una legge di causa ed effetto. Ad ogni azione corrisponde una reazione. Ma il karma non deve essere inteso come punizione o ricompensa. Il Karma diviene una scelta e nello stesso tempo un cammino interiore di esperienze che necessariamente bisogna intraprendere per acquisire cognizioni e attraverso queste poter capire e accettare l'intera gamma di situazioni umane. Solo quando si sarà compreso che l'anima, o la coscienza individuale che dir si voglia, non ha sesso, non ha razza, non ha credo e non ha tempo allora si sarà giunti all'illuminazione e il karma non avrà più ragion d'essere, si raggiungerà quindi il Nirvana, lo stadio più alto dell’illuminazione. A quel punto si potrà anche interrompere il ciclo delle rinascite, oppure decidere liberamente di incarnarsi nuovamente per fare da guida ad altre anime ancora lontane dalla consapevolezza del proprio essere.
Dunque, scopo ultimo della reincarnazione è la nostra evoluzione spirituale attraverso le esperienze terrene, fino al raggiungimento della perfezione. In questo lungo corso di apprendimento e di perfezionamento, il karma con le sue leggi gioca un ruolo determinante.
Ma vediamo con degli esempi pratici come si realizza il karma nella nostra vita di tutti i giorni.
Se, ad esempio, un soggetto in una sua vita passata ha nutrito un forte pregiudizio, nei confronti di una razza o di un gruppo di persone appartenenti a un certo ceto o credo religioso, è molto probabile che nella sua vita attuale sia nato egli stesso come membro di quella razza o quel gruppo per comprendere appieno il senso di quell'appartenenza e sostituire la tolleranza al suo preconcetto.
Naturalmente, è molto probabile che questo stesso individuo, conservando a livello inconscio, il ricordo della repulsione provata in un incarnazione precedente verso quel tipo di raggruppamento, viva attualmente un forte disagio nella sua condizione attuale, pur non riuscendo a spiegarsene il motivo. D'altro canto anche un soggetto che ha subito in passato una persecuzione da parte di qualcuno o di un insieme di persone a lui ostile e ha provato a sua volta un forte odio verso costoro, per certi versi esagerato e irrazionale, può rinascere come appartenente a quello stesso gruppo per ridimensionare le sue convinzioni e i suoi sentimenti. 
E anche in questo caso, il malanimo per le angherie subite può protrarsi nella sua vita successiva inducendolo magari a sfuggire alla propria condizione o a inimicarsi i propri alleati o i propri parenti. Solo una presa di consapevolezza dell'origine di tali disagi e relazioni disturbate può sbloccare una situazione che potrebbe protrarsi per ancora numerose incarnazioni e impedire uno sviluppo personale e spirituale. Ogni problema, disagio, inimicizia, odio o disistima deve essere decifrato e scomparire dalla nostra anima per liberarci dai cosiddetti "debiti karmici" che possiamo esserci costruiti con determinate persone. Karma, quindi, vuol dire anche sciogliere le situazioni problematiche che si sono venute a creare lungo le nostre esistenze e portare a termine un legame interrotto, soprattutto se c'è stato un male fatto che ora va in qualche modo compensato.

Un caso tipico di debito karmico si è visto con Catherine, una paziente del dottor Brian Weiss1. Catherine in una delle sue regressioni ipnotiche aveva rivissuto un'esistenza passata in cui Stuart, l'attuale fidanzato, con il quale, nonostante gli sforzi, si ritrovava a vivere una relazione difficile, era stato il suo assassino. Stuart, quindi, in questa vita, aveva il compito di amare chi un tempo aveva ammazzato. E Catherine, ebbe modo di comprendere, attraverso il viaggio a ritroso nel tempo, l'origine del suo rapporto conflittuale con il suo compagno del momento. Tuttavia, non sempre le due parti in causa sono pronte a superare le ostilità passate. Un partner può a livello inconscio mantenere ancora vivo il ricordo del male ricevuto o delle ragioni che lo avevano portato a compiere un gesto insano e non essere ancora in grado di riequilibrare la relazione. Molti legami sentimentali e parentali gravosi, possono quindi derivare da un'antecedente rivalità vissuta in un'altra vita e che ancora non si è capaci di risolvere. 
Parimenti, vi sono legami fortissimi che non si riescono ad evitare e amori profondi che non si possono e non si riescono a recidere per via di un senso di appartenenza inspiegabile con la sola razionalità umana e che può avere un senso solo se si ipotizza un'altra esistenza in cui i due soggetti in questione hanno già vissuto insieme. Le tecniche regressive possono aiutare ad afferrare il significato di tutto quanto coinvolge un individuo nella sua vita attuale e del perché si sia incarnato proprio nella personalità attuale.
Comprendere, dunque, le leggi del karma significa anche avviare un processo di accettazione positiva di qualsiasi situazione, anche la più dolorosa, e di superamento dei nodi che bloccano il nostro cammino verso la perfezione e la serenità interiore.
Va considerato inoltre che i legami karmici, vita dopo vita, difficilmente si ripresentano con le stesse modalità. I ruoli dei protagonisti spesso sono invertiti, soprattutto nell'ambito di uno stesso gruppo familiare. 

Come afferma Betty B. Binder:
"I membri di una famiglia che hanno legami karmici spesso si reincarnano insieme, ma nelle vite successive i loro ruoli saranno invertiti rispetto a quelli esercitati in quelle precedenti. Ad esempio, un bambino di oggi può essere stato un genitore in un'altra vita e suo padre può essere stato suo figlio. Allo stesso modo le rivalità odierne possono essere la manifestazione di inimicizie nel passato che non sono ancora state risolte".2

Anche le malattie e le menomazioni possono avere un loro senso karmiko. In molti dei bambini studiati dallo psichiatra Ian Stevenson come macchie sulla pelle e cicatrici insolite sul corpo potevano essere la manifestazione di una ferita o un problema avuto in una vita antecedente. Ma al di là di questi casi in cui un'individualità si porta dietro le tracce forti di un trauma subito, vi sono delle sofferenze o dei segni che intervengono in una data età del soggetto. Possiamo pensare ad esempio ai tumori o a malattie gravi che insorgono improvvisamente e divengono in breve tempo devastanti per la psiche e per il corpo.
Anna, ad esempio, una donna di media età, che aveva subito l'asportazione totale del seno destro, durante una regressione ricordò di aver vissuto una vita antecedente come condottiero romano. Durante quell'esistenza aveva esternato una violenza che andava ben al di là dei suoi doveri. Aveva combattuto, assediato e mutilato giovani donne dopo aver abusato di loro, per il semplice piacere di esercitare uno strapotere e infliggere sofferenza.
A seguito di quanto vide e rivisse, durante una seduta regressiva, Anna riuscì a dare un senso anche al suo evento fisico attuale. Così come aveva arrecato dolore e reso invalide ingiustamente tante donne così doveva trovarsi oggi a rivivere lei stessa una menomazione per poter comprendere ciò che questo stato fisico e psichico poteva significare. Il suo carattere duro e intollerante che aveva conservato anche dopo l'intervento, a seguito della regressione, si modificò repentinamente. Anna comprese che a nulla sarebbe valso continuare ad avercela con il mondo intero e a comportarsi aspramente anche con chi le era accanto e le mostrava affetto e dedizione, se non a fare del male a se stessa, procurandosi ulteriore karma negativo che avrebbe dovuto poi restituire in qualche modo in una vita successiva.

Come afferma la psichiatra Helen Wambach, nel suo libro "Vita prima della vita":
"Noi saremo davvero trattati così come abbiamo trattato gli altri; noi torniamo in vita per sperimentare l'essere sia sul polo del dare che su quello del ricevere".3
La reincarnazione, dunque, con le sue leggi karmiche, ha lo scopo di migliorarci gradualmente, con i tempi e le modalità che ciascuno di noi riterrà opportune, ma per condurci sempre e comunque verso la meta finale che è il compimento della nostra anima e il ricongiungimento di essa con quella che alcuni definiscono energia cosmica universale.


Note:
1. BRIAN WEISS - Molte vite molti maestri. Ed Oscar Mondatori, collana "Nuovi Misteri", Milano, 2001.
2. BETTYE B. BINDER - Karma e reincarnazione - Ed Gruppo Editoriale Futura, p. 99.
3. HELEN WAMBACH - Vita prima della vita (storie vere di viaggi meravigliosi dentro la vita prima della nascita) Ed. Mediterranee, Roma, 1991.


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