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venerdì 4 aprile 2014

Il Salotto di Iside

Novita!!


Nuovo Pagan Moot a S. Ilario d'Enza (RE)
http://i58.photobucket.com/albums/g250/clajames/strega.gif 

L’incontro si svolgerà ogni 2° Giovedì del mese a partire dal 10 Aprile 2014, alle ore 21.00 presso Villa Giulia, Via Roma, 18 - Sant’Ilario d’Enza (RE).
Sala al primo piano.

Per chi dovesse trovarsi nei paraggi, ed è interessato, io consiglio di farci un salto... ;)

Il “Salotto di Iside” nasce dalla volontà di condividere pensieri ed esperienze personali riguardanti l’esoterismo e la spiritualità, in modo amichevole e conviviale. Quello che ha spinto l’associazione Artès ad organizzare queste serate è il voler costruire insieme un punto d’incontro per le persone che vorrebbero parlare in libertà della loro ricerca spirituale, senza i giudizi e i problemi che si riscontrano ogni giorno nella vita quotidiana.



mercoledì 8 maggio 2013

A cena con le fate...


Per la notte di San Giovanni, la notte delle fate per eccellenza, stavo pensando di organizzare un menù che sia all'altezza della magia che si sente nell'aria.
Qui in Emilia Romagna è tradizione mangiare i tortelli all'aperto per poi poter prendere la rugiada di mezzanotte, ma pensavo per quest'anno di realizzare qualcosa intonato completante al bosco e con un sapore magico.
Il menù consiste in antipasto, primo, secondo e dolce e naturalmente non può mancare il Nocino, liquore perfetto per questa festa, fatto rigorosamente in casa da me l'anno scorso.


Passiamo ora alla descrizione più dettagliata del menù:

ANTIPASTO:

Funghetti fatati realizzati con uova, maionese, tonno e pomodori tondi.


PRIMO:

Rigatoni con funghi porcini e frutti di bosco, una ricetta insolita che mette insieme tutti i sapori del sottobosco.


SECONDO:


Arrosto di tacchino con fettine di prosciutto e bacche di ginepro, un grande classico per stimolare lo stomaco e la fantasia.


DOLCE:

Latte degli elfi, un gustoso e stuzzicante mix di yogurt e latte aromatizzati a piacere.



Che ne dite di una cenare con noi??

sabato 16 marzo 2013

I Cerchi delle Fate


Passeggiando nei  boschi non vi è mai capitato di incontrare dei cerchi di teneri funghetti dal sapore magico e chiedervi come si siano creati? Questi sono i Cerchi delle Fate.


Ma che cosa sono i cerchi delle fate?

Sono cerchi formati fate ed elfi che si divertono a danzare per tutta la notte. È per questo che l’erba al suo interno appare come consumata dal lungo calpestìo dei piedini fatati. Occorre davvero molto tempo, anche secoli, perché un cerchio si formi nella radura di un bosco, ma nel Regno delle Fate il tempo trascorre in modo diverso di quanto accade da noi, infatti quella che per le Fate appare una sola notte di danze sfrenate può essere in realtà un tempo lungo cent’anni ai nostri occhi.


Riporto ora una leggenda irlandese tratta dal libro  “Leprechaun Tales” di Yvonne Carroll:

Niamh era una dolce bambina che abitava nella campagna irlandese con i genitori e il fratellino minore, Liam. Da un po' di tempo le capitava una cosa strana: di notte era svegliata dalla musica trascinante di un flauto, accompagnato da tanti altri strumenti che creavano una melodia meravigliosa, mai udita prima.
Una notte, decise di seguire il suono.
Il fratellino Liam la udì mentre si alzava e tentò di fermarla, ricordando le raccomandazioni dei genitori sui pericoli che si celano nel bosco, ma Niamh voleva assolutamente scoprire da dove provenisse la melodia. Allora il fratellino decise di seguirla.
Si inoltrarono nel bosco, fino ad arrivare in una radura, illuminata da centinaia di candele. Con stupore videro fate e folletti danzare in cerchio, seguendo il ritmo di un flauto d'argento suonato da una bellissima ninfa. 
In sottofondo, si poteva udire il suono di violini, banjo a quattro corde, chitarre ed arpe.
Niamh non poté trattenersi: si sciolse dalla stretta del fratello e a passo di danza si unì al cerchio delle fate. Liam la chiamò e chiamò, cercando di convincerla a uscire dal cerchio. Ma ad un certo punto una luce abbagliante avvolse gli esseri fatati e Niamh, finché scomparvero tutti in un pulviscolo di stelle.
Le ricerche della bambina durarono per molto tempo, ma non ottennero risultati. Finché, vent'anni dopo, Liam  tornò nostalgicamente in quel luogo, in cui era ancora visibile il cerchio di erba calpestata. Proprio in quel momento si sentì chiamare: 
"Liam, Liam! Sei tu? Avrò danzato per venti minuti, ormai, è ora di tornare a casa da mamma e papà".
Liam guardò quella bambina in camicia da notte con le lacrime agli occhi: "Niamh, sei proprio tu! Non hai danzato per venti minuti... ma per vent'anni!"


mercoledì 13 marzo 2013

La Quercia e il Tiglio - la storia d'amore di Filemone e Bauci


Vi riporto ora una stupenda storia di rispetto e di amore che dedico al mio compagno di vita, con il vero desiderio di essere per sempre come il Tiglio e la Quercia della storia, due alberi da un unico tronco coi rami intrecciati.



Trama (*):


Un giorno‚ Zeus ed Ermes scesero sulla Terra per vedere come vivessero gli uomini. Travestiti da mendicanti, i due Dei bussarono alla porta di molte case, ma nessuno voleva dare loro cibo, nessuno si offriva di ospitarli. Alla fine‚ arrivarono davanti a una piccola capanna col tetto di paglia e canne, situata nella Frigia, una regione dell’Asia minore. Quando i due finti mendicanti bussarono alla porta, vennero accolti da un’anziana coppia di sposi: Filemone e Bauci. I due vecchietti divisero con gli dei il loro modesto pasto: qualche uovo, legumi, miele e un po’ di vino.

Mentre mangiavano accadde però un fatto strano: la giara che conteneva il vino sembrava non svuotarsi mai. I coniugi, accortisi che i loro ospiti non erano comuni mortali, si scusarono per il misero pasto e proposero di cucinare la loro unica oca che faceva la guardia alla capanna. Siccome Filemone e Bauci erano anziani, non riuscirono ad afferrare l’oca. Zeus ed Ermes commossi dalla bontà dei due sposi, rivelarono la loro identità; dissero che dappertutto erano stati accolti male da persone senza cuore e aggiunsero che se ne sarebbero vendicati, mentre loro sarebbero stati ricompensati. I due Dei chiesero alla coppia di accompagnarli fino in cima ad una collina‚ che si trovava nelle vicinanze. Gli anziani coniugi seguirono le divinità e videro tutto il paese inondato da una pioggia torrenziale. Sotto i loro occhi la misera capanna si trasformò in un tempio dalle colonne di marmo con il tetto d’oro.

Zeus chiese ai due vecchietti quale fosse il loro più grande desiderio: essi risposero che avrebbero voluto vivere nel tempio del dio per custodire il suo santuario, ma lo pregarono di non essere mai separati, anche dopo la morte.
I due sposi morirono insieme: Filemone fu trasformato in quercia e Bauci in tiglio, due alberi dai rami intrecciati che spuntavano da un unico tronco.

PERSONAGGI:

Zeus : (il padre degli dei e degli uomini)
Ermes : (l’accompagnatore e messaggero)
Filemone: (marito e compagno di Bauci)
Bauci : (moglie e compagna di Filemone) 





FILEMONE E BAUCI

Come vecchiezza
avanti trascinasse‚
con Ermes giunse
il padre degli dei.

Qual seme fosse l’uomo
volea scoprire‚ 
sedendo alla sua mensa
e poi partire.

Ma ovunque si fermasse
era scacciato‚
qual ospite sgradito
era trattato.

Con l’ira che cresceva 
a dismisura‚
fermòssi a riposar
nella pianura.
A una povera capanna
egli bussò‚
dove una coppia
viveva con amore‚

gli fu aperto
ed tosto ei v’entrò‚
confortato dal sorriso
e dal gran cuore.

Di paglia era il tetto
e canne ai muri‚
ma luce rischiarò
i visi scuri:

divisero legumi 
il miele e il vino‚
mortificandosi
per tanta povertà‚

Filemone a Bauci
era vicino
ed ognuno gareggiava
per bontà.

L’oca‚ temendo allor
per la sua vita.
corse da Giove
a chiedere pietà

ed ei commosso
senza più indugiare
svelò ai due sposi
la sua identità.

-Ditemi dunque
figli miei diletti
qual premio posso dare
a voi quaggiù?-
-Nulla ci occorre
abbiamo il nostro amore‚
che ci fa ricchi
come voi lassù‚

sol di una cosa
potremmo esser grati‚
spegnerci insieme
come due fiati.

Noi non potremmo
sopportar l’attesa
di ricongiungerci
nel regno di Plutone‚

la sposa mia
è l’unica ragione
di questa e quella vita:
è la mia Giunone.

Acconsentì 
l’illustre commensale
e li condusse in alto
sopra un monte;

punì degli uomini
la poca umanità
e diede un grande premio
alla bontà:

dalla capanna
venne fuori un tempio
dalle colonne di marmo
e il tetto d’oro.

Da quel momento
fu la loro casa 
i custodi del luogo
furono loro.

Quando arrivò 
la fine della vita‚
divennero un sol tronco‚
con due chiome.

Ancora oggi‚quando soffia il vento
la quercia dice al tiglio‚
ogni momento‚
-Tu sei la vita‚sei il mio amore!-





______________________________
(*) Ovidio, Metamorfosi, VIII, 626-720


venerdì 23 novembre 2012

Il Titivilla (o Bosioncello)



Titivilla è uno spiritello burlone ma totalmente innocuo.
La sua specialità è mescolare le lettere dei manoscritti antichi rendendoli illeggibili.
Molti errori nei testi antichi sono il frutto di questo curioso esserino..
Nelle vecchie biblioteche è possibile ritrovarlo sotto le apparenze di un gatto nero. 
Sensibile e attento, Titivilla, non disdegna le carezze e le cure di un padrone amorevole. 
Non ho saputo stabilire con certezza quale sia l'identità reale di questo "mutaforma" (*). Talvolta è un folletto anziano e mingherlino..altre una meravigliosa ninfa con un mantello nero.
Ma chi può escludere che tutte queste non siano altre maschere?




(*) I MUTAFORMA
I "mutaforma" sono tutte quelle creature (la maggioranza) in grado di modificare il proprio aspetto al fine di mimetizzarsi. L'acuta osservazione della natura può presentare particolari sconcertanti..

Simpatica lumaca o folletto?



Tratto da:
Il Bosco Delle Fate - Marco Vuyet e Enzo Moretto


sabato 20 novembre 2010

Festa degli Alberi



“Non credo che troverò mai una poesia bella come un albero”

A.J. Kilmer




"Parlo agli alberi sottovoce perchè
Quando nessuno mi ascolta
Essi in silenzio tendono i loro rami
Per far arrivare le mie energie al cielo.

Abbraccio gli alberi e lascio che il mio sangue
Scorra insieme alla loro linfa
Perché quando il mio respiro si fa affannoso
Il mio cuore ritrova il ritmo con i loro battiti

Mi siedo ai piedi di un albero
E accarezzo le sue radici
Perché quando non so più dove mi trovo
Esse mi riportano alla Terra… Nostra amata casa."

Valentina Meloni





"Mentre ti guardo 

mi vedo e sorrido
ma tu non mi vedi...
sono qui tra le spine
e non posso muovermi...
solo un abbraccio 
può sciogliere questo velo
un infinito tenero abbraccio..."
Valentina Meloni

mercoledì 3 novembre 2010

Le lumache sono tornate!



Ebbene sì, avete capito bene..
Le lumache sono tornate!

Sono pazza? Forse, ma non sapete quanta gioia mi può dare una semplice e delicata lumachina che striscia su un muretto con la pioggia autunnale.
Dopo tanti giorni di pioggia intensa sarà capitato a tutti di vedere una piccola lumaca per terra, felice di essere finalmente nell’umido e all’aria (almeno a qualcuno il clima umido piace!)

Mi sono chiesta come mai questi animali mi piacessero così tanto e sono arrivata a questa conclusione:
Mi ha sempre affascinato la loro natura di essere ermafroditi e di potersi all’occorrenza riprodurre da soli, da piccola quando ne incontravo una ci giocavo spesso e mettevo in atto la “gara di lumache su matita”, una delle mie attività preferite! Divertentissimo! 

Questo è un piccolo sprazzo della mia infanzia e un piccolo pensiero che volevo condividere con voi,

Buona giornata a tutti ed attenzione a non schiacciare le lumache!
Sono così carine!!

giovedì 14 ottobre 2010

Autunno





"Già la pioggia è con noi,

scuote l'aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti..."

Salvatore Quasimodo 

"Ma dove ve ne andate povere foglie gialle

come tante farfalle spensierate?

Venite da lontano o da vicino,
da un bosco o da un giardino,
e non sentite la malinconia
del vento freddo che vi porta via."

Trilussa


Parlando con il mio ragazzo poche sere fa, ci siamo messi a parlare delle caratteristiche tipiche di ogni stagione. Penso che ogni stagione abbia degli aspetti incantevoli da ammirare, non ho una stagione preferita, riesco a trovare qualcosa di straordinario in ognuna di esse .
 In questo post mi dedicherò ad alcune mie considerazioni e sensazioni dell'autunno.

In questi giorni si sente ovunque l'atmosfera e gli odori tipici di questo periodo dell'anno che delimita lo spegnersi della natura, la prepara al riposo invernale e alla la rinascita primaverile.
Adoro la mattina presto uscire con la mia cagnolina per la nostra passeggiata mattutina e sentire le foglie secche che formano un incantevole tappeto naturale, arancione, rosso e giallo che verso la metà di Settembre scricchiolava al tuo passaggio, ora è morbido e l'umidità lo accende di colori vividi, l'arietta fresca che ti sfrigola sulla pelle è proprio un muto messaggio che la madre terra suggerisce alle menti attente del cambiamento in corso.
Quello che percepisco è l'odore di legno e di caldarroste, il mosto e l'odore di fermentazione che pervadono l'aria soprattutto la sera, quando cala il sole e il buio prende lentamente il controllo di un paesaggio di campagna che ormai sento mio.
Non so se siano sensazioni che mi suggerisce la mia mente ma una cosa è certa; ogni anno ritornano sempre uguali.


Un buon autunno a tutti!