Ogni anno questo periodo è stracolmo di propaganda pro e contro Halloween, la maggior parte degli esponenti della Chiesa Cattolica chiede di non festeggiarla, perchè frutto del Maligno e dei peccatori; d'altro canto, gli scettici la snobbano definendola una festa americana, una festa consumistica, o altro...
Io, cresciuta come molti in una famiglia cattolica, ho sempre rispettato questo periodo dell'anno.
Devo ringraziare la mia maestra di inglese Alessandra delle elementari, che grazie alla sua passione, ha trasmesso a tutta la sezione le origini inglesi della festa. Nella mia famiglia, invece, era tutto dedicato al ricordo dei nostri cari che non ci sono più: c'era il consueto giro ai cimiteri per aggiornarli sulle novità e la notte del 31 si lasciava apparecchiata la tavola per poterli far mangiare con la famiglia.
Crescendo ho capito, grazie anche a ricerche personali, che c'è molto di più di nostro e nelle nostre tradizioni.
I nostri parenti "anziani" possono confermare infatti che esistevano tante tradizioni legate a questa magica notte, forse portate dalle varie dominazioni antiche che hanno lasciato una loro firma nel folklore popolare; sta di fatto, comunque, che Halloween non è mai tramontato dalle nostre parti.
Quindi non si tratta solo di una festa americana, per niente! Basti pensare niente popo di meno che alle zucche illuminate da candele, che nei paesi dell'appennino tosco-emiliano venivano poste davanti alle porte delle abitazioni la notte del 31 Ottobre (*). Per quanto riguarda l'accusa di consumismo, purtroppo è vero, inutile negare l'evidenza, qualcuno si fa un po' prendere la mano dalla voglia di decorare e di agghindarsi, soprattutto prendendo articoli già confezionati e pronti all'uso, ma vi assicuro che si può rendere molto con poca spesa e utilizzando materiali di riciclo, un minimo di manualità e tanta fantasia, anche perché, a mio modo di vedere, preparare Halloween in famiglia e assieme ai bambini partendo da zero mantiene vivo lo spirito che sta dietro questa festa apparentemente solo di festoni e dolcetti.
E se pensate ancora che mostri, scheletri e spiriti possano sconvolgere il vostro bambino, non vi preoccupate, non è affatto così! il travestimento ed il clima festoso di Halloween aiutano proprio ad esorcizzare le paure più nascoste, come accade, ad esempio, in Messico per il giorno dei Morti, giorno nel quale le famiglie si riuniscono interamente a banchettare e festeggiare, per poi portare decorazioni e cibarie anche sulle tombe dei loro cari, attorno alle quali si svolgono festeggiamenti ricchi di balli e allegre canzoni, perché secondo la loro credenza, dal 31 Ottobre al 2 Novembre, i defunti potevano far ritorno fra i loro famigliari per pranzare assieme e sentirsi nuovamente parte della famiglia. Quindi, dal festeggiamento di Halloween, i vostri bimbi non otterranno altro che giovamento e allontanamento delle loro paure.
Se questo breve articolo ha suscitato interesse in voi per quelle che sono le origini e i risvolti di questa festività, e volete scoprire tutte le radici e le verità che si trovano dietro di essa, vi consiglio il libro "Le vere origini di Halloween". Uscito il 10 settembre 2015, è acquistabile presso l'editore (Anguana Edizioni) e su vari siti on-line. Quest'opera è nata dal progetto di Monica Casalini, Sarah Bernini, Chiara Rancati e Luce che hanno voluto affrontare e smentire le tante dicerie errate che si sentono sulla festività.
Attraverso articoli scritti da persone con profonde conoscenze sui vari temi trattati (tradizioni, antiche religioni, cultura, antropologia e pedagogia), e con l'aiuto di belle illustrazioni fatte a mano, questo libro ci offre un interessante viaggio che ci porterà a riscoprire un mondo di tradizioni molto più vicino a noi di quanto non si creda.
Per saperne di più sul progetto e sul libro, potete visitare il sito: Le vere origini di Halloween
(*) Vedi il libro: Dove il vento si ferma a mangiare le pere. Viaggio sull'appennino alla ricerca del folletto - Mario Ferraguti
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giovedì 22 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
Tutti pazzi per Halloween N# 2 Film per ragazzi e non!!
Ecco il secondo capitolo dedicato ai film per Halloween.
Non aspettatevi veri o propri film dell'horror o i tanto amati splatter dell'ultimo tempo. Non sono amante del genere; penso davvero che di violenze, guerre e tragedie a questo mondo ce ne siano fin troppe. Un altro punto a sostegno della mia tesi è che la violenza gratuita esce completamente da quello che dovrebbe essere lo spirito della festa, ovvero un momento dell'anno potente, dove le luci depongono il loro splendore e lasciano posto alle tenebre del riposo invernale, questo ci stimola a riflettere e lavorare su noi stessi, ricordando così anche i nostri cari che non ci sono più.
Inizierei anche questa volta dai film di Tim Burton (ebbene sì, se non l'aveste ancora capito è un regista che apprezzo "da morire", per restare in tema!)
Inizierei con
EDWARD MANI DI FORBICE: la storia di un diverso che spaventa, di un mostro, che fatica ad essere accettato dalla società del piccolo e bigotto quartiere della piccola città, tranne che dalla dolce Peggy e dalla sua famiglia.
BEETTLEJUICE: una coppia di sposini passano a miglior vita e non accettano la nuova stravagante famiglia che h comprato la loro vecchia casa. Per disfarsene chiedono aiuto ad uno spirito inopportuno
DARK SHADOWS: il vampiro Barnabas Collins si risveglia dopo un lungo sonno e decide di tornare alla sua vecchia dimora su Collinwood, ma quello che troverà non sarà affatto come si ricordava.
IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW: un misterioso spirito di un cavaliere senza testa inizia a sterminare le persone di un piccolo villaggio della campagna statunitense, il giovane investigatore di New York Ichabod Crane svelerà l'arcano tra magia, leggenda e stregoneria.
SWEENEY TODD: un barbiere torna dopo anni nella sua amata Londra per riunirsi con la sua adorata moglie e la sua splendida bambina, ma ormai tutto è tremendamente cambiato e nulla sarà più come prima. Un gothic musical che personalmente adoro!
HOCUS POCUS: secondo la leggenda di Salem tre streghe vennero impiccate proprio nella notte di Halloween. Trecento anni dopo, grazie ad una candela accesa da un ragazzo vergine tornano alla vita, più buffe e sgangherate che mai.
Ed anche per questa volta direi che l'elenco dei consigli è concluso.
Non mi resta che augurarvi BUONA VISIONE!!!!
Non aspettatevi veri o propri film dell'horror o i tanto amati splatter dell'ultimo tempo. Non sono amante del genere; penso davvero che di violenze, guerre e tragedie a questo mondo ce ne siano fin troppe. Un altro punto a sostegno della mia tesi è che la violenza gratuita esce completamente da quello che dovrebbe essere lo spirito della festa, ovvero un momento dell'anno potente, dove le luci depongono il loro splendore e lasciano posto alle tenebre del riposo invernale, questo ci stimola a riflettere e lavorare su noi stessi, ricordando così anche i nostri cari che non ci sono più.
Inizierei anche questa volta dai film di Tim Burton (ebbene sì, se non l'aveste ancora capito è un regista che apprezzo "da morire", per restare in tema!)
Inizierei con
EDWARD MANI DI FORBICE: la storia di un diverso che spaventa, di un mostro, che fatica ad essere accettato dalla società del piccolo e bigotto quartiere della piccola città, tranne che dalla dolce Peggy e dalla sua famiglia.
BEETTLEJUICE: una coppia di sposini passano a miglior vita e non accettano la nuova stravagante famiglia che h comprato la loro vecchia casa. Per disfarsene chiedono aiuto ad uno spirito inopportuno
DARK SHADOWS: il vampiro Barnabas Collins si risveglia dopo un lungo sonno e decide di tornare alla sua vecchia dimora su Collinwood, ma quello che troverà non sarà affatto come si ricordava.
IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW: un misterioso spirito di un cavaliere senza testa inizia a sterminare le persone di un piccolo villaggio della campagna statunitense, il giovane investigatore di New York Ichabod Crane svelerà l'arcano tra magia, leggenda e stregoneria.
SWEENEY TODD: un barbiere torna dopo anni nella sua amata Londra per riunirsi con la sua adorata moglie e la sua splendida bambina, ma ormai tutto è tremendamente cambiato e nulla sarà più come prima. Un gothic musical che personalmente adoro!
HOCUS POCUS: secondo la leggenda di Salem tre streghe vennero impiccate proprio nella notte di Halloween. Trecento anni dopo, grazie ad una candela accesa da un ragazzo vergine tornano alla vita, più buffe e sgangherate che mai.
Ed anche per questa volta direi che l'elenco dei consigli è concluso.
Non mi resta che augurarvi BUONA VISIONE!!!!
giovedì 10 settembre 2015
Tutti Pazzi per Halloween!!! Cartoni animati per bimbi e non!
E' davvero parecchio che non scrivo qui sopra, ma non mi sono scordata del mio piccolo angolo per condividere articoli e pensieri in libertà..
Ecco a voi che cosa propongo, una paio di post a tema sulla mia passione:
le feste!!
Inizierò proponendovi una serie di film che possono piacevolmente accompagnare le serate di grandi e piccini nella festa di Halloween:
Partiamo con i cartoni/film d'animazione:
Io consiglio sicuramente di partire con il grande genio del gotico Tim Burton; per questo periodo dell'anno direi che tra i più adatti sono
THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: che effettivamente è ambientato nel periodo di natale ma è dalle atmosfere così noir che lo considero più un film da festa dei morti che da feste natalizie;
LA SPOSA CADAVERE: tratto da una vecchia leggenda ebraica, tra scheletri e non morti non ci si può annoiare;
FRANKENWINIEE: storia di amore tra un bambino e il suo cagnolino che perde la vita in un incidente e che riesce a tornare alla luce proprio come il celebre mostro di Mary Shelley.
Uscendo ora dalle visioni dell'eccentrico registra, consiglio di aggiungere alla playlist
CORALINE: un inquietante viaggio in un mondo parallelo di una bambina avventurosa, appena trasferitasi in una nuova casa;
PARANORMAN: una simpatica notte tra bizzarri ragazzi e zombie divertenti che sicuramente farà ridere grandi e piccini;
IL LIBRO DELLA VITA: un bel film che attraversa la colorata ed allegra tradizione messicana del "Dìa de Muertos" per mezzo di una storia d'amore ed una ricerca di sè stessi. Mi aveva lasciato qualche dubbio sulla grafica e sui disegni, ma devo dire che, se anche lo styling non è dei migliori, la storia è piacevole.. del resto il grande Guillermo del Toro non delude mai!
e concluderei con
HOTEL TRANSYLVANIA: una simpatica gang di mostri terrorizzerà e divertirà un giovane turista.. l'impatto tra le due realtà sarà indimenticabile.
Dopo questa lunga lista non mi rimane che augurarvi BUONA VISIONE!!!!
Ecco a voi che cosa propongo, una paio di post a tema sulla mia passione:
le feste!!
Inizierò proponendovi una serie di film che possono piacevolmente accompagnare le serate di grandi e piccini nella festa di Halloween:
Partiamo con i cartoni/film d'animazione:
Io consiglio sicuramente di partire con il grande genio del gotico Tim Burton; per questo periodo dell'anno direi che tra i più adatti sono
LA SPOSA CADAVERE: tratto da una vecchia leggenda ebraica, tra scheletri e non morti non ci si può annoiare;
FRANKENWINIEE: storia di amore tra un bambino e il suo cagnolino che perde la vita in un incidente e che riesce a tornare alla luce proprio come il celebre mostro di Mary Shelley.
Uscendo ora dalle visioni dell'eccentrico registra, consiglio di aggiungere alla playlist
CORALINE: un inquietante viaggio in un mondo parallelo di una bambina avventurosa, appena trasferitasi in una nuova casa;
PARANORMAN: una simpatica notte tra bizzarri ragazzi e zombie divertenti che sicuramente farà ridere grandi e piccini;
IL LIBRO DELLA VITA: un bel film che attraversa la colorata ed allegra tradizione messicana del "Dìa de Muertos" per mezzo di una storia d'amore ed una ricerca di sè stessi. Mi aveva lasciato qualche dubbio sulla grafica e sui disegni, ma devo dire che, se anche lo styling non è dei migliori, la storia è piacevole.. del resto il grande Guillermo del Toro non delude mai!
e concluderei con
HOTEL TRANSYLVANIA: una simpatica gang di mostri terrorizzerà e divertirà un giovane turista.. l'impatto tra le due realtà sarà indimenticabile.
Dopo questa lunga lista non mi rimane che augurarvi BUONA VISIONE!!!!
giovedì 3 ottobre 2013
Le vere origini di Halloween
Oggi volevo pubblicizzarvi un'iniziativa molto carina organizzata dalle associazioni culturali "Artès" e "il Cerchio delle Serpi", il sito "La voce della Dea" e la rivista on-line "Pimalaya".
Questo progetto vuole sfatare i falsi miti legati alla festa di Halloween per riportare alla luce le antiche origini giocose e festose.
Ecco qui il loro progetto:
Ecco qui il link per approfondire e visitare il blog sopracitato: http://levereoriginidihalloween.blogspot.it
Halloween sta arrivando!!
Buona preparazione e buon divertimento a tutti!!
Questo progetto vuole sfatare i falsi miti legati alla festa di Halloween per riportare alla luce le antiche origini giocose e festose.
Ecco qui il loro progetto:
Oltre ad approfondimenti e domande botta e risposta offre anche la possibilità di scaricare eBook gratuiti sull'argomento e offre svariati suggerimenti su libri in formato cartaceo.Questo sito nasce dalla necessità di fare luce sulle tante, troppe dicerìe che negli ultimi anni hanno cominciato a girare sul conto della festa di Halloween.Dicerìe inventate appositamente per gettare scredito su una festa che di malefico non ha proprio nulla; una festa divertente e scherzosa che nasce nella notte dei tempi proprio qui in Europa, quando avevamo forse meno progresso, ma molto più buon senso.Sempre più spesso sentiamo i racconti di mamme indignate perché il prete o la maestra di turno hanno terrorizzato i loro bambini con assurde falsità. Oppure di gruppi pseudo-cristiani che vanno in giro importunando chi si traveste dicendogli che Halloween è una festa satanica!
Nulla di più falso.Vogliamo che questo sito sia un punto di riferimento per chi ha una testa con cui ragionare e non si fa prendere in giro dal bigottismo terroristico dilagante, sempre fermo restante che l'intento non è quello di allontanare nessuno dalle proprie credenze religiose, o di convincere qualcuno a festeggiare Halloween se non vuole farlo.
Ecco qui il link per approfondire e visitare il blog sopracitato: http://levereoriginidihalloween.blogspot.it
Halloween sta arrivando!!
Buona preparazione e buon divertimento a tutti!!
sabato 16 marzo 2013
I Cerchi delle Fate
Passeggiando nei boschi non vi è mai capitato di incontrare dei cerchi di teneri funghetti dal sapore magico e chiedervi come si siano creati? Questi sono i Cerchi delle Fate.
Ma che cosa sono i cerchi delle fate?
Sono cerchi formati fate ed elfi che si divertono a danzare per tutta la notte. È per questo che l’erba al suo interno appare come consumata dal lungo calpestìo dei piedini fatati. Occorre davvero molto tempo, anche secoli, perché un cerchio si formi nella radura di un bosco, ma nel Regno delle Fate il tempo trascorre in modo diverso di quanto accade da noi, infatti quella che per le Fate appare una sola notte di danze sfrenate può essere in realtà un tempo lungo cent’anni ai nostri occhi.
Riporto ora una leggenda irlandese tratta dal libro “Leprechaun Tales” di Yvonne Carroll:
Niamh era
una dolce bambina che abitava nella campagna irlandese con i genitori e il
fratellino minore, Liam. Da un po' di tempo le capitava una cosa strana: di notte era svegliata dalla musica trascinante
di un flauto, accompagnato da tanti altri strumenti che creavano una melodia
meravigliosa, mai udita prima.
Una notte, decise di seguire il
suono.
Il
fratellino Liam la udì mentre si alzava e tentò di
fermarla, ricordando le raccomandazioni dei genitori sui pericoli che si celano
nel bosco, ma Niamh voleva assolutamente scoprire da dove provenisse la
melodia. Allora il fratellino decise di seguirla.
Si inoltrarono nel bosco, fino ad
arrivare in una radura, illuminata da centinaia di candele. Con stupore
videro fate e folletti danzare in
cerchio, seguendo il ritmo di un flauto d'argento suonato da una
bellissima ninfa.
In sottofondo, si poteva udire il
suono di violini, banjo a quattro corde, chitarre ed arpe.
Niamh
non poté trattenersi: si sciolse dalla stretta del fratello e a passo
di danza si unì al cerchio delle fate. Liam la chiamò e chiamò, cercando di
convincerla a uscire dal cerchio. Ma ad un certo punto una luce abbagliante
avvolse gli esseri fatati e Niamh, finché scomparvero tutti in
un pulviscolo di stelle.
Le ricerche della bambina durarono
per molto tempo, ma non ottennero risultati. Finché, vent'anni dopo, Liam
tornò nostalgicamente in quel luogo, in cui era ancora visibile il
cerchio di erba calpestata. Proprio in quel momento si sentì chiamare:
"Liam, Liam! Sei tu? Avrò danzato per venti minuti, ormai, è
ora di tornare a casa da mamma e papà".
giovedì 9 febbraio 2012
S. Antonio, quel che rimane del mito del Dio Lug e del suo Cinghiale
La leggenda narra che il beato Antonio si trovava un giorno nei pressi
della città di Barcellona, di
fronte alle porte del palazzo del proposito regio. “Una scrofa, trattenendolo
con le fauci”, narra Aymar Falcoz, “trascinò” un porcellino zoppo e malato che
aveva appena partorito. Lo depose dinanzi ai piedi del santo con lamenti e
grugniti quasi a chiedere, come poteva, aiuto e guarigione. Mentre tutti erano
presenti a quanto avveniva e se ne meravigliarono, il sant’uomo di dio
immediatamente operò la guarigione. Per tale miracolo fu da tutti riconosciuto
e fu accompagnato presso il re gravemente ammalato cui, con l’aiuto di dio,
restituì la salute. Perciò gli abitanti di quella regione intesero
rappresentare per immagine il ricordo dell’impresa di quel santo padre e
aggiunsero ai piedi di questi un maiale.
Questa è soltanto una delle tante versioni della leggenda, un’altra, ad
esempio, narra che il maialino lo seguì per tutta la vita diventando il suo
inseparabile compagno. In seguito gli si attribuì il patronato sui maiali
e per estensione a tutti gli animali domestici.
Sant’Antonio Abate è realmente vissuto in Egitto tra il 250 e il 356,
(come ci dimostra anche la sua lettera
autentica, che ci è pervenuta, indirizzata all’abate Teodoro e ai suoi monaci),
e pare sia morto effettivamente il 17 gennaio, e questo spiegherebbe la sua
collocazione calendariale.
Così Sant’Antonio ha assunto a
poco a poco le funzioni di divinità pagane. È sempre successo che i
convertiti trasferissero, all’interno della nuova fede, usanze e riti
della precedente, per non perdere la loro l’identità.
Infatti ancor oggi il 17 gennaio si benedicono gli animali domestici
sul sagrato delle chiese dedicate al santo.
Si offrivano i prodotti della terra al sacerdote che a sua volta distribuiva
immagini di sant’Antonio da appendersi come amuleti nelle stalle.
Sant’Antonio è considerato anche il guaritore dell’herpes zoster,
ovvero il così detto “Fuoco di Sant’Antonio”. Gli agiografi cristiani collegano
a questa funzione l’usanza di incendiare, nella notte che precede la festa,
grandi cataste di legna, dette “falò di sant’Antonio”, le cui ceneri sono
considerate amuleti. In questo contesto il fuoco ha una funzione purificatrice,
brucia ciò che resta del vecchio anno, compresi i mali e le malattie.
Ma la spiegazione popolare è un’altra, legata alla leggenda: Sant’Antonio
sarebbe il padrone del fuoco, compresa quella sensazione di bruciore dell’herpes
zoster, e addirittura avrebbe funzione di custode dell’inferno: ingannerebbe i
diavoli sottraendo loro alcune anime non meritevoli delle fiamme eterne.
Narra una leggenda del Nuorese che una volta nel mondo non c’era fuoco
e si soffriva il freddo. Alcuni uomini chiesero aiuto a Antonio, che viveva nel
deserto della Tebaide, affinché gli procurasse del fuoco. L’eremita andò a
bussare, con il suo maialino, alle porte dell’inferno. Quando i diavoli lo
videro si spaventarono perché conoscevano i suoi poteri, e lo respinsero ma
mentre stavano per chiudere la porta, entrò il maialino, che si mise a scorrazzare
sconvolgendo la vita dei diavoli. Per risolvere il problema, pregarono
sant’Antonio affinché ritornasse all’inferno per riprendersi la bestiaccia. Il
santo scese nel regno dei diavoli con l’inseparabile bastone a forma di Tau.
Durante la risalita, fece prendere fuoco al bastone, e così appena giunto sulla
terra poté accendere una catasta di legna per gli uomini e donargli così il
fuoco. Da allora il fuoco ha riscaldato l’umanità.
Sant’Antonio è un santo con moltepilci aspetti ed è ancora molto caro a
tutti i fedeli cristiani come protettore degli animali, custode dell’inferno, portatore
del fuoco (ovvero della vita agli uomini).
Tutte queste storie, collegate ai santi dei primi secoli, celano un
nucleo precristiano.
Si è tuttavia osservato che il maialino in origine era un cinghiale, in
un quadro custodito alla National Gallery di Londra, il Pisanello raffigurò
l’eremita con un cinghiale.
Il cinghiale era l’attributo di un dio celtico rappresentato come un
giovane che porta in braccio l’animale. Secondo Margarethe Riemschneider1,
studiosa tedesca, questo dio-cinghiale era il simbolo di Lug, rappresentato
anche come dio-cervo e dio del gioco.
Lug era colui che risorgeva assicurando la resurrezione dell’uomo e, ogni
anno, il ritorno della primavera, della “luce”: dunque garante di fecondità e
di nuova vita. Era figlio della Grande Madre celtica cui erano consacrati i
cinghiali e i maiali, come alla romana Cerere.
I celti lo onoravano al punto di mettere una statuetta di cinghiale
sull’elmo e di raffigurarli sugli stendardi. Spalmavano addirittura sui
capelli, che portavano corti, una densa poltiglia di gesso perché diventassero
rigidi e assomigliassero alla cotenna dell’animale, come testimonia il Galata
morente del Museo Capitolino a Roma.
In molte leggende dell’area celtica si narrava la caccia al cinghiale
immortale attuata per impadronirsi di un pettine e di una forbice posti fra le
sue orecchie: allegoria della comunione, in forma di cosmesi, con il dio Lug,
simboleggiata appunto dai capelli impomatati come setole. Gli stessi sacerdoti
druidi erano chiamati “Grandi Cinghiali Bianchi”. Anche nel Medioevo il cinghiale restava a tutti gli effetti un
animale divino, correva voce infatti che tutti i re della stirpe merovingia
avessero la spina dorsale coperta di setole al pari dei cinghiali, e Teofane2
riferisce che avevano il
soprannome di “schiena-pelosa” o di “setolosi”.
![]() |
| Dio Lug rappresentato con il cinghiale |
![]() |
| Cinghiali da elmo celtici |
I Celti convertiti hanno probabilmente trasferito gli attributi di Lug
su sant’Antonio, le cui reliquie furono portate dai crociati nella città di
Arles, proprio nelle loro terre, in Francia.
In seguito il cinghiale fu ingentilito e sostituito con il maialino,
per estirpare il ricordo dell’antica religione precristiana. Giustificarono il
maialino con due leggende: la prima narra che il maialino era il diavolo
sconfitto dall’eremita e costretto a seguirlo sottomesso, la seconda è quella
citata all’inizio del post.
Inoltre la campanella antoniana, che il santo porta con sé
nell’iconografia tradizionale è il simbolo della morte e della resurrezione,
anticamente simbolo del ventre materno, connessa alla Grande Madre.
![]() |
| S. Antonio raffigurato con la celebre campanella della resurrezione |
Lug, dio della morte e della resurrezione, regnava sugli inferi con
questa funzione; nel processo di cristianizzazione, sant’Antonio assunse anche
quella di custode dell’inferno, divenne perciò colui che poteva salvare le
anime destinate alla dannazione, e quindi “padrone del fuoco”.
Solo seguendo questo itinerario sotterraneo fra religiosità pagana e
cristianità medioevale si può spiegare l’enorme e, a prima vista,
incomprensibile popolarità in occidente dell’anacoreta egiziano e della sua
festa in cui, si portano a benedire gli animali domestici per scongiurarne le
malattie e favorirne la fecondità.
In questa cerimonia l’eco delle lustrazioni antiche è chiaramente
percepibile, di conseguenza la memoria dell’eremita svanisce in una fusione di
riti, alcuni romani, altri di origine celtica, che hanno la funzione di
favorire l’avvento della primavera.
Note:
Margarethe Riemschneider: studiosa
tedesca della cultura celtica in Europa
Teofane: detto Confessore o Isauro (Costantinopoli, 758 – Samotracia 817 o 818) è stato uno storico bizantino.
Riferimenti bibliografici:
Alfredo Cattabiani - Calendario: le feste, i miti, le leggende e i riti
dell'anno
Fonte: http://www.cavernacosmica.com/i-misteri-di-s-antonio/
Fonte: http://www.cavernacosmica.com/i-misteri-di-s-antonio/
lunedì 22 agosto 2011
Vestito medievale filologicamente corretto
Svolgerò il post per punti così da farlo risultare più chiaro anche alla consultazione:
(Il periodo a cui mi riferisco è dal 1100 al 1300 circa, età tipica delle rievocazioni e dei cortei storici)
COSE DA EVITARE ASSOLUTAMENTE:
- Cuciture in vita
- Cerniere dietro la schiena e/o sui fianchi
- Abiti troppo aderenti e troppo scollati
- Abiti che scoprano le caviglie e le spalle
- Corsetti e nastrini di raso intrecciati
- Maniche a sbuffo o ampie
- Gonne strette a tubo
- Modelli stretti sotto il seno, stile impero
- Modelli stretti sotto il seno, stile impero
![]() |
| Questo abito a pressoché TUTTO SBAGLIATO!!! |
Queste sono le dritte per un abbigliamento medievale italiano, se poi si vuole fare un personaggio di una specifica regione le regole cambiano..
MATERIALI DA USARE:
I materiali usati erano semplici e grossolani, come il lino e la lana, ai giorni d’oggi un buon compromesso si trova nel lino misto cotone, da evitare assolutamente sono il sintetico, il cotone, il damascato (troppo rinascimentale!) e il raso.
Sono accettati la seta e il velluto solo per rappresentare fasce MOOOLTO ricche ed avvenenti poiché, all’epoca, materiali di importazione.
COLORI DEI TESSUTI:
I colori da evitare sono il nero e il bianco, colori invece adattissimi sono i primari e i secondari (ricordiamo che le possibilità di colore erano limitate dalle sole tinture naturali, quindi i colori più frequenti erano il color lana grezza, il blu, il rosso, il marrone e il verde) ma mai in tonalità troppo accese,ma neanche troppo pallide: a una tonalità giallo canarino preferite la tonalità ocra, ad un rosso rubino preferite un rosso porpora, ad un blu ciano preferite un blu egiziano o un azzurro celeste e così via.. non mi dilungherò a tutte le possibili tonalità di colore.
Ok, e qui tutto bene, niente di strano..
Ora arriva il difficile.. IL MODELLO
Cos’è veramente filologico e cosa no?
Qui ci sono dei veri e propri pasticci perché le persone magari tentano di prendere inspirazione anche dai dipinti o dalle miniature dell’epoca, ma qui sta l’inghippo, e questo qual è? La difficoltà sta nella rappresentazione lontana dalla realtà, nel medioevo i modelli delle vesti erano molto simili tra uomo e donna, ma gli amanuensi e gli artisti per distinguere gli uni dagli altri usavano escamotage come ad esempio rendere più attillate le vesti o decorarle con merletti, cose che stando alle testimonianze storiche e ai ritrovamenti di vesti dell’epoca in tombe, cripte e così via, si discostano drasticamente dalla realtà. Le pitture più veritiere e di facile interpretazione che per ora ho trovato sono le immagini del Tacuinum Sanitatis, molte raffigurazioni di Santi e Madonne invece le eviterei perché creano solo della confusione.
![]() |
| Immagine presa dal Tacuina Sanitatis, due donne e l'albero fiorito |
Purtroppo il Medioevo non è stato quel florido periodo cavalleresco che i Romantici riportano nei loro libri e nelle loro dipinti, ma è stato sterminato da carestie, epidemie e guerre; possiamo dunque immaginare che in un epoca così difficile si facesse poco caso all’abbigliamento e alla “moda”.
Chiusa questa premessa possiamo veramente discutere del modello del vestito.
La mia sarta l’ha definito un sacco svasato, ovvero un vestito a sacco che si allarga sui lati della gonna a campana.
Comune sia per gli uomini (fino al ginocchio) che per le donne (fino a coprire la caviglia), aveva uno scollo tondo e maniche tubolari. Si fissava in vita con una cinta in cuoio o con una corda in stoffa intrecciata e sotto di esso veniva portata una camisa di lino o di lana a seconda delle stagioni di un colore neutro e grezzo.
Il vestito è pressoché completato.. Lo so, visto così è proprio triste ma nessuno si dovrebbe aspettare di meglio per una corretta ricostruzione storica.
Purtroppo il nostro immaginario medievale è stato “inquinato” dal romanticismo e dalla marea di film Fantasy che catturati dal magico mondo di leggende e cavalieri ha rivisitato questa era storica in modo lussuoso e pomposo. Tutti si potrebbero sentire dei forti cavalieri o delle eleganti principesse vestiti come ne Il Signore Degli Anelli ma la realtà spesso non è così..
A voi poi la scelta..
domenica 8 maggio 2011
Introduzione alla Stregoneria Tradizionale
Preso dal sito Ars Strigae
scritto e pensato da Dorilys
Il dizionario della lingua italiana cita:” Stregoneria: 1-L’arte delle streghe e degli stregoni. 2-Operazione magica compiuta ai danni di qualcuno”.
Queste due definizioni sono assai discutibili. La prima, è pressoché ovvia, colui che pratica la stregoneria è una strega se femmina, stregone se maschio. La seconda, per molti potrebbe essere un’offesa, per altri, come me è una definizione culturale della figura che la parola “strega” incarna. Dunque, cosa è la stregoneria e chi la pratica, come, perché?
La stregoneria, è essenzialmente, un insieme di pratiche di magia popolare attuabili alla vita quotidiana. Le streghe, coloro che praticano la stregoneria, sono donne che conosco bene il potere di tutti gli oggetti di uso quotidiano. Ormai l’ideale di Stregoneria è stato fortemente deviato dagli studi di antropologi dello scorso secolo, come Gerald Gardner, quando c’è da precisare che l’antropologia era una disciplina appena nata. Oggigiorno nella mente di molti, le streghe sono: figli dei fiori nati tardi, dediti ai buonismi e stupidaggini new age, oppure, persone che non hanno assolutamente niente da fare nella loro vita che passarla ad adorare il Diavolo e dedite a varie esperienze sataniche. La stregoneria non è niente di tutto ciò, le streghe non sono niente di tutto ciò. La stregoneria è prima di tutto uno stile di vita, benché nella pratica stregonesca viene spesso attribuito una componente divina, non tutte le streghe praticano la stregoneria seguendo la stessa religione. Essendo la stregoneria una filosofia di vita, essa è adattabile alla filosofia spirituale.
Il mito della Vecchia Religione
Ormai il termine “vecchia religione” è associato alla wicca o ancora peggio ed una alternativa semplice per distaccarsi dalla filosofia wicca e dare un tono più serio alla propria fede. In realtà il termine Vecchia Religione è stato impropriamente usato per definire una tradizione popolare dedita al culto di divinità pagane, o comunque forme di tradizione spirituale delle campagne. L’associazione alle divinità pagane è venuta dal fatto che, la gente di campagna vivendo a stretto contatto con la Natura, è soggetta alle sue leggi ed ai suoi moti, tanto che ne onorano gli Spiriti. Da qui, all’associazione di divinità prettamente legate alla natura come il dio celtico Cernunnos, è breve. Questo è stato il grande ragionamento quando ha tentato di ritrarre fuori una pseudo religione italiana definendola appunto Vecchia Religione. Ma quanto c’è di vero negli scritti di Leland?
Le fonti non accertano dell’esistenza di nessuna società di Diana, ne quanto meno di un culto della dea Aradia, infatti l’opera di Leland:” il vangelo delle streghe” che spesso viene interpretato come un vero e proprio vangelo cristiano, è un documento che andrebbe analizzato in diversi livelli e non letto come mera favola. Il Vangelo descrive la società contadina dell’epoca, non saprei spiegare se per semplicità o per ermetismo che Leland abbia scritto di un culto del quale le fonti negano l’esistenza. Però, il grosso errore di Leland anche se probabilmente non era sua intenzione, è stata quella di creare una branca che aveva la presunzione di scostarsi dalla wicca, quando non è soltanto che una copia. Questo perché molto spesso gli argomenti sono stati affrontati in modo superficiale e pressappochista.
Di fatto, la vecchi religione non esiste. Il culto di Diana, Aradia e Lucifero è una metafora per parlare di altro. Questo Leland probabilmente lo sapeva, ma la massa sicuramente non lo sa.
Tradizioni e Culti
La Stregoneria, almeno in Italia vanta di moltissime pratiche differenti che possono variare da regione a regione, queste pratiche sono ben analizzate nel libro:”Stregoneria in Italia” di Andrea Romanazzi. L’autore ha diviso per argomenti ogni capitolo del libro analizzando cosa rappresentassero per la società e descrivendo alcune pratiche di precise regioni.
Una massima Wicca cita:”Fa’ ciò che vuoi ma non danneggiare nessuno”. Chi segue questa filosofia di vita, è chiaro che non è adatto per seguire una filosofia di vita improntata sulla Stregoneria. Con questo non voglio dire che la Stregoneria è dedita a far del male al prossimo, ma bensì la pratica della stregoneria ci aiuta ad ottenere quello che ci manca. Per citare Dragon Rouge:” La strega è responsabile delle sue azioni e ne deve rendere conto solo alla sua coscienza” questo non vuol dire che l’unica regola è l’anarchia totale, ma si presume, che la strega conosca i valori, sia saggia, e sappia come usare al meglio le sue doti. I buonismi non fanno parte della filosofia della stregoneria, così come non né fa parte l’avarizia, l’invidia e così via dicendo.
Nell’iconografia e nell’immaginario della massa la strega è colei che passa il tempo a rimestare il calderone per avvelenare qualcuno. Benchè il calderone abbia un valore alchemico importante, la strega è molto di più, la strega è: conoscenza, ricerca, esperienza, pratica, filosofia, ragionamento, confronto, comprensione, umiltà e perseveranza. Non si può essere streghe senza conosce, non si può essere streghe avendo la presunzione che qualche libro e internet possano bastare. La strega è colei che ricerca la stregoneria per il resto della sua vita. La strega è una sapiente.
Le tradizioni pagane e la caccia alle streghe
Strettamente associabili alla stregoneria sono le tradizioni pagane, esse per spiritualità sono legate al culto della Natura, di conseguenza con l’avvento del Cristianesimo, tutto ciò che era pagano e quindi legato alla Terra, divenne eresia. Ma qui c’è da dire moltissimo. La caccia alle streghe non fu solamente una caccia spietata verso le donne di ogni estrazione sociale, era ancora più una caccia spietata verso la conoscenza e l’intelletto, di cui l’uomo può andare molto fiero. Nell’ideologia new age abbiamo la strega medievale come una donna pagana, che abbracciava gli alberi e pregava una divinità che Leland non aveva ancora inventato. In realtà le streghe morte sul rogo erano sagge, maestre, filosofe, guaritrici, così come lo erano anche gli uomini.
La caccia alle streghe è un fenomeno antropologico che merita la giusta attenzione in un articolo differente da questo.
Aspetti antropologici della Stregoneria
Qui di seguito vi riporto una parte dell’articolo sulla stregoneria tratto da Wikipedia, che merita una riflessione:
Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).
Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).
A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).”
Quando si vuole cominciare un cammino dedito alla Stregoneria
E’ probabile che visto che la stregoneria è tutto e niente, ci si possa trovare spiazzati nel cominciare. Ci sono moltissimi libri validi, altri meno, io consiglio sempre di leggere tutto, perché c’è sempre qualcosa di buono in un libro. Ho avuto molto buone ispirazioni da libri pessimi. Non esiste un modo preciso per cominciare a varcare la soglia. Si comincia semplicemente, il resto viene da sé. Ma è giusto dire che quando si comincia, non si arriverà tanto presto alla meta. Potrà passare una vita intera prima che voi possiate essere effettivamente delle Streghe. Se non vi piace studiare, se non siete curiose, se non avete voglia di apprendere, se pensate che sia facile. Questo non è il cammino che fa per voi.
La stregoneria segue i ritmi naturali della Natura. Per cominciare a vivere da streghe bisogna riscoprire la propria condizione di essere umano nella Natura, di essere umano in quanto animale di specie umana. Molto spesso quando si comincia questo cammino, si pensa subito ad ottenere strumenti, erbe rarissime, ed altre venalità di questo genere. Per prima cosa, io consiglio sempre di riallacciare i propri contatti con madre natura, poi strumenti e chincaglierie varie verranno da sé. Abbracciate per prima cosa una pratica pura. Cominciate a notare i cambiamenti climatici, l’alternasi delle stagioni, dedicatevi alla cura delle piante e osservate il loro ciclo vitale. Una volta comprese le leggi di Madre Natura, è possibile cominciare un cammino spirituale verso di essa.
Perché le streghe sono donne?
Nell’ideale comunque la donna è stata sempre condannata per essere capace del mistero più grande:la capacità di donare la vita. Nelle Metamorfosi, Apuleio ci narra fa notare come le streghe, in senso positivo e negativo siano femmine. Perché? Personalmente credo perché la donna ha la capacità della creazione, come sappiamo dare la vita, sappiamo creare, e quindi trasformare le energie a nostro piacimento. Ma non tutte le donne sono uguali. Un passo interessante del libro:”Manoscritto Sapienzale Femminile” è quelo che narra appunto che non tutte le donne sono streghe, ma bensì quelle donne dedite alle frivolezze tanto quanto sono dedite alla coscienza. Le donne che son streghe, sono dedite al culto del bello, ma anche alla cose che riguardano la saggezza. Esse sono versatili ed astute. Non si nasce con queste doti, ma con perseveranza possono essere acquisite. La società moderna ha fatto si che le donne fossero invidiose l’une delle altre per via di un concorrente comune: il maschio. Le donne hanno dimenticato quando sia importante una condivisione con le altre donne, perché solo essere possono capire i propri misteri, meglio ancora se queste donne sono streghe.
Concludo citando una parte del Manoscritto Sapienzale Femminile, parte a me molto cara, forse avrei dovuto aver la premura di tradurlo per voi, ma così facendo verrei meno a quanto ho scritto precedentemente:
Cum temporum obscuritas tam alta fit ut distictionem veri a falso, iusti ab iniusto, pulchri ab turpi, sacri ab vulgari atque nobilis ab ignobili intellegi non permittat, fortasse clare loqui licet, quia tanti intellegere poterit comprehendet.
Bibliografia:
Andrea Romanazzi – La Stregoneria in Italia
Anonima – Manoscritto sapienziale femminile
Dragon Rouge – Striaria
Wikipedia
Anonima – Manoscritto dialettale di una guaritrice di campagna
Vanna de Angelis – Le streghe
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