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venerdì 4 aprile 2014

Il Salotto di Iside

Novita!!


Nuovo Pagan Moot a S. Ilario d'Enza (RE)
http://i58.photobucket.com/albums/g250/clajames/strega.gif 

L’incontro si svolgerà ogni 2° Giovedì del mese a partire dal 10 Aprile 2014, alle ore 21.00 presso Villa Giulia, Via Roma, 18 - Sant’Ilario d’Enza (RE).
Sala al primo piano.

Per chi dovesse trovarsi nei paraggi, ed è interessato, io consiglio di farci un salto... ;)

Il “Salotto di Iside” nasce dalla volontà di condividere pensieri ed esperienze personali riguardanti l’esoterismo e la spiritualità, in modo amichevole e conviviale. Quello che ha spinto l’associazione Artès ad organizzare queste serate è il voler costruire insieme un punto d’incontro per le persone che vorrebbero parlare in libertà della loro ricerca spirituale, senza i giudizi e i problemi che si riscontrano ogni giorno nella vita quotidiana.



giovedì 3 ottobre 2013

Le vere origini di Halloween

Oggi volevo pubblicizzarvi un'iniziativa molto carina organizzata dalle associazioni culturali "Artès" e "il Cerchio delle Serpi", il sito "La voce della Dea" e la rivista on-line "Pimalaya".
Questo progetto vuole sfatare i falsi miti legati alla festa di Halloween per riportare alla luce le antiche origini giocose e festose.



Ecco qui il loro progetto: 
Questo sito nasce dalla necessità di fare luce sulle tante, troppe dicerìe che negli ultimi anni hanno cominciato a girare sul conto della festa di Halloween.

Dicerìe inventate appositamente per gettare scredito su una festa che di malefico non ha proprio nulla; una festa divertente e scherzosa che nasce nella notte dei tempi proprio qui in Europa, quando avevamo forse meno progresso, ma molto più buon senso.

Sempre più spesso sentiamo i racconti di mamme indignate perché il prete o la maestra di turno hanno terrorizzato i loro bambini con assurde falsità. Oppure di gruppi pseudo-cristiani che vanno in giro importunando chi si traveste dicendogli che Halloween è una festa satanica!
Nulla di più falso.

Vogliamo che questo sito sia un punto di riferimento per chi ha una testa con cui ragionare e non si fa prendere in giro dal bigottismo terroristico dilagante, sempre fermo restante che l'intento non è quello di allontanare nessuno dalle proprie credenze religiose, o di convincere qualcuno a festeggiare Halloween se non vuole farlo.
Oltre ad approfondimenti e domande botta e risposta offre anche la possibilità di scaricare eBook gratuiti sull'argomento e offre svariati suggerimenti su libri in formato cartaceo.
Ecco qui il link per approfondire e visitare il blog sopracitato: http://levereoriginidihalloween.blogspot.it


Halloween sta arrivando!!
Buona preparazione e buon divertimento a tutti!!




venerdì 23 novembre 2012

Il Titivilla (o Bosioncello)



Titivilla è uno spiritello burlone ma totalmente innocuo.
La sua specialità è mescolare le lettere dei manoscritti antichi rendendoli illeggibili.
Molti errori nei testi antichi sono il frutto di questo curioso esserino..
Nelle vecchie biblioteche è possibile ritrovarlo sotto le apparenze di un gatto nero. 
Sensibile e attento, Titivilla, non disdegna le carezze e le cure di un padrone amorevole. 
Non ho saputo stabilire con certezza quale sia l'identità reale di questo "mutaforma" (*). Talvolta è un folletto anziano e mingherlino..altre una meravigliosa ninfa con un mantello nero.
Ma chi può escludere che tutte queste non siano altre maschere?




(*) I MUTAFORMA
I "mutaforma" sono tutte quelle creature (la maggioranza) in grado di modificare il proprio aspetto al fine di mimetizzarsi. L'acuta osservazione della natura può presentare particolari sconcertanti..

Simpatica lumaca o folletto?



Tratto da:
Il Bosco Delle Fate - Marco Vuyet e Enzo Moretto


domenica 8 maggio 2011

Introduzione alla Stregoneria Tradizionale

Preso dal sito Ars Strigae 
scritto e pensato da Dorilys


Il dizionario della lingua italiana cita:” Stregoneria: 1-L’arte delle streghe e degli stregoni. 2-Operazione magica compiuta ai danni di qualcuno”. 



Queste due definizioni sono assai discutibili. La prima, è pressoché ovvia, colui che pratica la stregoneria è una strega se femmina, stregone se maschio. La seconda, per molti potrebbe essere un’offesa, per altri, come me è una definizione culturale della figura che la parola “strega” incarna. Dunque, cosa è la stregoneria e chi la pratica, come, perché?
La stregoneria, è essenzialmente, un insieme di pratiche di magia popolare attuabili alla vita quotidiana. Le streghe, coloro che praticano la stregoneria, sono donne che conosco bene il potere di tutti gli oggetti di  uso quotidiano.  Ormai l’ideale di Stregoneria è stato fortemente deviato dagli studi di antropologi dello scorso secolo, come Gerald Gardner, quando c’è da precisare che l’antropologia era una disciplina appena nata. Oggigiorno nella mente di molti, le streghe sono: figli dei fiori nati tardi, dediti ai buonismi e stupidaggini new age, oppure, persone che non hanno assolutamente niente da fare nella loro vita che passarla ad adorare il Diavolo e dedite a varie esperienze sataniche.  La stregoneria non è niente di tutto ciò, le streghe non sono niente di tutto ciò. La stregoneria è prima di tutto uno stile di vita, benché nella pratica stregonesca viene spesso attribuito una componente divina, non tutte le streghe praticano la stregoneria seguendo la stessa religione.  Essendo la stregoneria una filosofia di vita, essa è adattabile alla filosofia spirituale.

Il mito della Vecchia Religione

Ormai il termine “vecchia religione” è associato alla wicca o ancora peggio ed una alternativa semplice per distaccarsi dalla filosofia wicca e dare un tono più serio alla propria fede. In realtà il termine Vecchia Religione è stato impropriamente usato per definire una tradizione popolare dedita al culto di divinità pagane, o comunque forme di tradizione spirituale delle campagne. L’associazione alle divinità pagane è venuta dal fatto che, la gente di campagna vivendo a stretto contatto con la Natura, è soggetta alle sue leggi ed ai suoi moti, tanto che ne onorano gli Spiriti. Da qui, all’associazione di divinità prettamente legate alla natura come il dio celtico Cernunnos, è breve. Questo è stato il grande ragionamento quando ha tentato di ritrarre fuori una pseudo religione italiana definendola appunto Vecchia Religione. Ma quanto c’è di vero negli scritti di Leland?
Le fonti non accertano dell’esistenza di nessuna società di Diana, ne quanto meno di un culto della dea Aradia, infatti l’opera di Leland:” il vangelo delle streghe” che spesso viene interpretato come un vero e proprio vangelo cristiano, è un documento che andrebbe analizzato in diversi livelli e non letto come mera favola. Il Vangelo descrive la società contadina dell’epoca, non saprei spiegare se per semplicità o per ermetismo che Leland abbia scritto di un culto del quale le fonti negano l’esistenza. Però,  il grosso errore di Leland anche se probabilmente non era sua intenzione, è stata quella di creare una branca che aveva la presunzione di scostarsi dalla wicca, quando non è soltanto che una copia. Questo perché molto spesso gli argomenti sono stati affrontati in modo superficiale e pressappochista.
Di fatto, la vecchi religione non esiste. Il culto di Diana, Aradia e Lucifero è una metafora per parlare di altro. Questo Leland probabilmente lo sapeva, ma la massa sicuramente non lo sa.


Tradizioni e Culti

La Stregoneria, almeno in Italia vanta di moltissime pratiche differenti che possono variare da regione a regione, queste pratiche sono ben analizzate nel libro:”Stregoneria in Italia” di Andrea Romanazzi. L’autore ha diviso per argomenti ogni capitolo del libro analizzando cosa rappresentassero per la società e descrivendo alcune pratiche di precise regioni.
Una massima Wicca cita:”Fa’ ciò che vuoi ma non danneggiare nessuno”. Chi segue questa filosofia di vita, è chiaro che non è adatto per seguire una filosofia di vita improntata sulla Stregoneria. Con questo non voglio dire che la Stregoneria è dedita a far del male al prossimo, ma bensì la pratica della stregoneria ci aiuta ad ottenere quello che ci manca. Per citare Dragon Rouge:” La strega è responsabile delle sue azioni e ne deve rendere conto solo alla sua coscienza” questo non vuol dire che l’unica regola è l’anarchia totale, ma si presume, che la strega conosca i valori, sia saggia, e sappia come usare al meglio le sue doti. I buonismi non fanno parte della filosofia della stregoneria, così come non né fa parte l’avarizia, l’invidia e così via dicendo.
Nell’iconografia e nell’immaginario della massa la strega è colei che passa il tempo a rimestare il calderone per avvelenare qualcuno. Benchè il calderone abbia un valore alchemico importante, la strega è molto di più, la strega è: conoscenza, ricerca, esperienza, pratica, filosofia, ragionamento, confronto, comprensione, umiltà e perseveranza. Non si può essere streghe senza conosce, non si può essere streghe avendo la presunzione che qualche libro e internet possano bastare. La strega è colei che ricerca la stregoneria per il resto della sua vita. La strega è una sapiente. 

Le tradizioni pagane e la caccia alle streghe

Strettamente associabili alla stregoneria sono le tradizioni pagane, esse per spiritualità sono legate al culto della Natura, di conseguenza con l’avvento del Cristianesimo, tutto ciò che era pagano e quindi legato alla Terra, divenne eresia. Ma qui c’è da dire moltissimo. La caccia alle streghe non fu solamente una caccia spietata verso le donne di ogni estrazione sociale, era ancora più una caccia spietata verso la conoscenza e l’intelletto, di cui l’uomo può andare molto fiero. Nell’ideologia new age abbiamo la strega medievale come una donna pagana, che abbracciava gli alberi e pregava una divinità che Leland non aveva ancora inventato. In realtà le streghe morte sul rogo erano sagge, maestre, filosofe, guaritrici, così come lo erano anche gli uomini.
La caccia alle streghe è un fenomeno antropologico che merita la giusta attenzione in un articolo differente da questo.

Aspetti antropologici della Stregoneria

Qui di seguito vi riporto una parte dell’articolo sulla stregoneria tratto da Wikipedia, che merita una riflessione:
Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie, viaggi, nascite).


Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).

A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).”

Quando si vuole cominciare un cammino dedito alla Stregoneria

E’ probabile che visto che la stregoneria è tutto e niente, ci si possa trovare spiazzati nel cominciare. Ci sono moltissimi libri validi, altri meno, io consiglio sempre di leggere tutto, perché c’è sempre qualcosa di buono in un libro. Ho avuto molto buone ispirazioni da libri pessimi. Non esiste un modo preciso per cominciare a varcare la soglia. Si comincia semplicemente, il resto viene da sé. Ma è giusto dire che quando si comincia, non si arriverà tanto presto alla meta. Potrà passare una vita intera prima che voi possiate essere effettivamente delle Streghe. Se non vi piace studiare, se non siete curiose, se non avete voglia di apprendere, se pensate che sia facile. Questo non è il cammino che fa per voi.
La stregoneria segue i ritmi naturali della Natura. Per cominciare a vivere da streghe bisogna riscoprire la propria condizione di essere umano nella Natura, di essere umano in quanto animale di specie umana. Molto spesso quando si comincia questo cammino, si pensa subito ad ottenere strumenti, erbe rarissime, ed altre venalità di questo genere. Per prima cosa, io consiglio sempre di riallacciare i propri contatti con madre natura, poi strumenti e chincaglierie varie verranno da sé. Abbracciate per prima cosa una pratica pura. Cominciate a notare i cambiamenti climatici, l’alternasi delle stagioni, dedicatevi alla cura delle piante e osservate il loro ciclo vitale. Una volta comprese le leggi di Madre Natura, è possibile cominciare un cammino spirituale verso di essa. 

Perché le streghe sono donne?

Nell’ideale comunque la donna è stata sempre condannata per essere capace del mistero più grande:la capacità di donare la vita. Nelle Metamorfosi, Apuleio ci narra fa notare come le streghe, in senso positivo e negativo siano femmine. Perché? Personalmente credo perché la donna ha la capacità della creazione, come sappiamo dare la vita, sappiamo creare, e quindi trasformare le energie a nostro piacimento. Ma non tutte le donne sono uguali. Un passo interessante del libro:”Manoscritto Sapienzale Femminile” è quelo che narra appunto che non tutte le donne sono streghe, ma bensì quelle donne dedite alle frivolezze tanto quanto sono dedite alla coscienza. Le donne che son streghe, sono dedite al culto del bello, ma anche alla cose che riguardano la saggezza. Esse sono versatili ed astute. Non si nasce con queste doti, ma con perseveranza possono essere acquisite.  La società moderna ha fatto si che le donne fossero invidiose l’une delle altre per via di un concorrente comune: il maschio. Le donne hanno dimenticato quando sia importante una condivisione con le altre donne, perché solo essere possono capire i propri misteri, meglio ancora se queste donne sono streghe.
Concludo citando una parte del Manoscritto Sapienzale Femminile, parte a me molto cara, forse avrei dovuto aver la premura di tradurlo per voi, ma così facendo verrei meno a quanto ho scritto precedentemente:

Cum temporum obscuritas tam alta fit ut distictionem veri a falso, iusti ab iniusto, pulchri ab turpi, sacri ab vulgari atque nobilis ab ignobili intellegi non permittat, fortasse clare loqui licet, quia tanti intellegere poterit comprehendet.



Bibliografia:
Andrea Romanazzi – La Stregoneria in Italia
Anonima – Manoscritto sapienziale femminile
Dragon Rouge – Striaria
Wikipedia
Anonima – Manoscritto dialettale di una guaritrice di campagna
Vanna de Angelis – Le streghe

martedì 30 novembre 2010

Reincarnazione e Karma


In quest’ultimo periodo si è parlato spesso di reincarnazione. In molte religioni orientali, quali il Buddismo, è addirittura l’essenza stessa della religione.
Che cos’è di preciso?
Molte religioni credono nella reincarnazione, ovvero nella trasmigrazione dell'anima da un corpo ad un altro in un tempo successivo alla morte dell’ ”involucro fisico”. Un uomo può reincarnarsi in un altro uomo, in una donna, ma anche in un qualche animale, la cosiddetta metempsicosi (dal greco antico μετεμψύχωσις , metempsicosis, passaggio delle anime) platonica.

Una domanda che sorge dunque spontanea è:
Ma Perché?
Una risposta a tutto questo può venirci dal cosiddetto Karma (o karman), che in sanscrito sta ad indicare semplicemente un'azione ma in senso più ampio il destino che ciascuno di noi si costruisce a seconda delle gesta, dei pensieri e delle esperienze che si sono effettuate nel passato.
In pratica, l'esistenza attuale di un individuo, può essere stata determinata da tutto ciò che di positivo o di negativo ha commesso nelle sue incarnazioni precedenti. E così come il presente diviene il prodotto di ciò che si è stati, il futuro diverrà la risultante del passato e del presente. Il karma, dunque, potremmo definirlo una legge di causa ed effetto. Ad ogni azione corrisponde una reazione. Ma il karma non deve essere inteso come punizione o ricompensa. Il Karma diviene una scelta e nello stesso tempo un cammino interiore di esperienze che necessariamente bisogna intraprendere per acquisire cognizioni e attraverso queste poter capire e accettare l'intera gamma di situazioni umane. Solo quando si sarà compreso che l'anima, o la coscienza individuale che dir si voglia, non ha sesso, non ha razza, non ha credo e non ha tempo allora si sarà giunti all'illuminazione e il karma non avrà più ragion d'essere, si raggiungerà quindi il Nirvana, lo stadio più alto dell’illuminazione. A quel punto si potrà anche interrompere il ciclo delle rinascite, oppure decidere liberamente di incarnarsi nuovamente per fare da guida ad altre anime ancora lontane dalla consapevolezza del proprio essere.
Dunque, scopo ultimo della reincarnazione è la nostra evoluzione spirituale attraverso le esperienze terrene, fino al raggiungimento della perfezione. In questo lungo corso di apprendimento e di perfezionamento, il karma con le sue leggi gioca un ruolo determinante.
Ma vediamo con degli esempi pratici come si realizza il karma nella nostra vita di tutti i giorni.
Se, ad esempio, un soggetto in una sua vita passata ha nutrito un forte pregiudizio, nei confronti di una razza o di un gruppo di persone appartenenti a un certo ceto o credo religioso, è molto probabile che nella sua vita attuale sia nato egli stesso come membro di quella razza o quel gruppo per comprendere appieno il senso di quell'appartenenza e sostituire la tolleranza al suo preconcetto.
Naturalmente, è molto probabile che questo stesso individuo, conservando a livello inconscio, il ricordo della repulsione provata in un incarnazione precedente verso quel tipo di raggruppamento, viva attualmente un forte disagio nella sua condizione attuale, pur non riuscendo a spiegarsene il motivo. D'altro canto anche un soggetto che ha subito in passato una persecuzione da parte di qualcuno o di un insieme di persone a lui ostile e ha provato a sua volta un forte odio verso costoro, per certi versi esagerato e irrazionale, può rinascere come appartenente a quello stesso gruppo per ridimensionare le sue convinzioni e i suoi sentimenti. 
E anche in questo caso, il malanimo per le angherie subite può protrarsi nella sua vita successiva inducendolo magari a sfuggire alla propria condizione o a inimicarsi i propri alleati o i propri parenti. Solo una presa di consapevolezza dell'origine di tali disagi e relazioni disturbate può sbloccare una situazione che potrebbe protrarsi per ancora numerose incarnazioni e impedire uno sviluppo personale e spirituale. Ogni problema, disagio, inimicizia, odio o disistima deve essere decifrato e scomparire dalla nostra anima per liberarci dai cosiddetti "debiti karmici" che possiamo esserci costruiti con determinate persone. Karma, quindi, vuol dire anche sciogliere le situazioni problematiche che si sono venute a creare lungo le nostre esistenze e portare a termine un legame interrotto, soprattutto se c'è stato un male fatto che ora va in qualche modo compensato.

Un caso tipico di debito karmico si è visto con Catherine, una paziente del dottor Brian Weiss1. Catherine in una delle sue regressioni ipnotiche aveva rivissuto un'esistenza passata in cui Stuart, l'attuale fidanzato, con il quale, nonostante gli sforzi, si ritrovava a vivere una relazione difficile, era stato il suo assassino. Stuart, quindi, in questa vita, aveva il compito di amare chi un tempo aveva ammazzato. E Catherine, ebbe modo di comprendere, attraverso il viaggio a ritroso nel tempo, l'origine del suo rapporto conflittuale con il suo compagno del momento. Tuttavia, non sempre le due parti in causa sono pronte a superare le ostilità passate. Un partner può a livello inconscio mantenere ancora vivo il ricordo del male ricevuto o delle ragioni che lo avevano portato a compiere un gesto insano e non essere ancora in grado di riequilibrare la relazione. Molti legami sentimentali e parentali gravosi, possono quindi derivare da un'antecedente rivalità vissuta in un'altra vita e che ancora non si è capaci di risolvere. 
Parimenti, vi sono legami fortissimi che non si riescono ad evitare e amori profondi che non si possono e non si riescono a recidere per via di un senso di appartenenza inspiegabile con la sola razionalità umana e che può avere un senso solo se si ipotizza un'altra esistenza in cui i due soggetti in questione hanno già vissuto insieme. Le tecniche regressive possono aiutare ad afferrare il significato di tutto quanto coinvolge un individuo nella sua vita attuale e del perché si sia incarnato proprio nella personalità attuale.
Comprendere, dunque, le leggi del karma significa anche avviare un processo di accettazione positiva di qualsiasi situazione, anche la più dolorosa, e di superamento dei nodi che bloccano il nostro cammino verso la perfezione e la serenità interiore.
Va considerato inoltre che i legami karmici, vita dopo vita, difficilmente si ripresentano con le stesse modalità. I ruoli dei protagonisti spesso sono invertiti, soprattutto nell'ambito di uno stesso gruppo familiare. 

Come afferma Betty B. Binder:
"I membri di una famiglia che hanno legami karmici spesso si reincarnano insieme, ma nelle vite successive i loro ruoli saranno invertiti rispetto a quelli esercitati in quelle precedenti. Ad esempio, un bambino di oggi può essere stato un genitore in un'altra vita e suo padre può essere stato suo figlio. Allo stesso modo le rivalità odierne possono essere la manifestazione di inimicizie nel passato che non sono ancora state risolte".2

Anche le malattie e le menomazioni possono avere un loro senso karmiko. In molti dei bambini studiati dallo psichiatra Ian Stevenson come macchie sulla pelle e cicatrici insolite sul corpo potevano essere la manifestazione di una ferita o un problema avuto in una vita antecedente. Ma al di là di questi casi in cui un'individualità si porta dietro le tracce forti di un trauma subito, vi sono delle sofferenze o dei segni che intervengono in una data età del soggetto. Possiamo pensare ad esempio ai tumori o a malattie gravi che insorgono improvvisamente e divengono in breve tempo devastanti per la psiche e per il corpo.
Anna, ad esempio, una donna di media età, che aveva subito l'asportazione totale del seno destro, durante una regressione ricordò di aver vissuto una vita antecedente come condottiero romano. Durante quell'esistenza aveva esternato una violenza che andava ben al di là dei suoi doveri. Aveva combattuto, assediato e mutilato giovani donne dopo aver abusato di loro, per il semplice piacere di esercitare uno strapotere e infliggere sofferenza.
A seguito di quanto vide e rivisse, durante una seduta regressiva, Anna riuscì a dare un senso anche al suo evento fisico attuale. Così come aveva arrecato dolore e reso invalide ingiustamente tante donne così doveva trovarsi oggi a rivivere lei stessa una menomazione per poter comprendere ciò che questo stato fisico e psichico poteva significare. Il suo carattere duro e intollerante che aveva conservato anche dopo l'intervento, a seguito della regressione, si modificò repentinamente. Anna comprese che a nulla sarebbe valso continuare ad avercela con il mondo intero e a comportarsi aspramente anche con chi le era accanto e le mostrava affetto e dedizione, se non a fare del male a se stessa, procurandosi ulteriore karma negativo che avrebbe dovuto poi restituire in qualche modo in una vita successiva.

Come afferma la psichiatra Helen Wambach, nel suo libro "Vita prima della vita":
"Noi saremo davvero trattati così come abbiamo trattato gli altri; noi torniamo in vita per sperimentare l'essere sia sul polo del dare che su quello del ricevere".3
La reincarnazione, dunque, con le sue leggi karmiche, ha lo scopo di migliorarci gradualmente, con i tempi e le modalità che ciascuno di noi riterrà opportune, ma per condurci sempre e comunque verso la meta finale che è il compimento della nostra anima e il ricongiungimento di essa con quella che alcuni definiscono energia cosmica universale.


Note:
1. BRIAN WEISS - Molte vite molti maestri. Ed Oscar Mondatori, collana "Nuovi Misteri", Milano, 2001.
2. BETTYE B. BINDER - Karma e reincarnazione - Ed Gruppo Editoriale Futura, p. 99.
3. HELEN WAMBACH - Vita prima della vita (storie vere di viaggi meravigliosi dentro la vita prima della nascita) Ed. Mediterranee, Roma, 1991.


martedì 12 ottobre 2010

I Chakra



Ci sono delle cose che non vediamo e che non sentiamo, e che a volte facciamo fatica a percepire.
Sappiamo però che esistono nella materia sottile, che cioè non possiamo percepirle per mezzo dei sensi ordinari, ma che non per questo non esistono.
E' il caso, per esempio delle onde elettromagnetiche, le quali ci consentano di ascoltare la radio o vedere la televisione o parlare al telefono.
Oppure le onde termiche, anch'esse costituite da materia sottile, che ci consentono di valutare la temperatura di un ambiente, pur senza che il calore o il freddo in quanto tale possano cadere direttamente sotto i nostri comuni sensi.
Questo esempio serve a introdurre il discorso sui chakra i quali sono vortici di energia non tangibile, non visibile, che comunque non cade sotto i nostri comuni sensi, ma che talune persone particolarmente sensibili possono avvertire a livello tattile o visivo. Queste energie che non cadono sotto i nostri sensi sono comunque delle energie fondamentali per quanto riguarda non solo le manifestazioni della vita, ma anche il mantenimento della vita stessa nella sua essenza più vera.
La vita si definisce come un insieme di trasformazioni e di movimenti.
Il movimento si può immaginare come un ciclo infinito di espansione e di contrazione, come il respiro; cosmicamente si parla di evoluzione ed involuzione, mentre in fisica si parla di pulsazione. Con il termine prana (che significa energia vitale), gli antichi yogi indiani intendevano definire l'energia che percorre la spina dorsale dal basso verso l’alto e viceversa; l’energia proveniente dal cielo e diretta verso la terra viene chiamata Ida o nadi lunare, e scorre in un "canale" posto a sinistra della colonna vertebrale, mentre quella proveniente dalla terra e diretta verso il cielo viene chiamata Pingala o nadi solare e scorre in un "canale" posto alla destra della colonna vertebrale, ancora, al centro della stessa (midollo spinale) "vibra" un’unica energia chiamata Sushumna.
Queste energie sono sottili e invisibili, ma hanno i loro corrispondenti nel sistema nervoso, più precisamente nel sistema neurovegetativo i due "canali" laterali e nel sistema nervoso centrale il "canale" centrale. Questi canali energetici partono dal primo chakra o chakra radice, collocato fisicamente nella regione del perineo e si congiungono nel sesto chakra, fisicamente collocato al di sopra degli occhi, nel centro della fronte, ed in profondità è in relazione con le strutture del chiasma ottico e la ghiandola pituitaria per alcuni, mentre per altri con la ghiandola pineale.

Si può dire che i chakra siano punti di intersezione tre i diversi livelli energetici della persona, in particolare tra i livelli fisico, mentale-emozionale e spirituale. In ognuno di questi livelli l’energia vitale si manifesta con un corpo specifico, uno dei quali, quello fisico, cade sotto la percezione sensoriale comune a tutti.
Il secondo corpo, quello mentale, è un corpo sottile, non fisico, che cade sotto la capacità non di senso ma di sensitività che alcune persone possiedono, e si manifesta sotto forma di "aura", cioè di un’estensione energetica esterna al corpo che può essere visualizzata con le fotocamere Kirlian; le persone che riescono a percepire questo corpo, lo descrivono come una sensazione tattile di "toccare un’energia" o se lo percepiscono visivamente, come una tenue luminescenza che circonda il corpo fisico.
Un ricercatore giapponese, Motoyama, nel corso di molti anni e di migliaia di casi esaminati con speciali apparecchiature, è riuscito a confermare appieno quanto descritto dalle antiche filosofie mediche indiane e cinesi circa l’attività energetica del corpi degli esseri viventi.
In particolare è riuscito ad evidenziare e misurare le energie dei chakra, e per mezzo di esami incrociati (tradizionali ed energetici) e anche riuscito a porre in relazione l’attività di ogni singolo chakra con gli organi, i sistemi e le funzioni del corpo fisico.
Innanzi tutto ha notato come il sistema energetico dei chakra sia strettamente correlato con i sistemi Nervoso ed Endocrino, e come ogni chakra influenzi il funzionamento dei vari sistemi organici: il primo chakra regola e governa i plessi nervosi del coccige e del sacro; il secondo e terzo chakra regolano e governano le funzioni digestive e intestinali e gli organi correlati; il quarto chakra regola e governa le funzioni cardiocircolatorie e gli organi correlati; il quinto chakra regola e governa i polmoni ed i gangli cervicale e le funzioni correlate a questi organi: il sesto chakra regola e governa il sistema neuro-ormonale e le funzioni correlate; il settimo chakra regola e governa la corteccia cerebrale, il sistema nervoso centrale, i tessuti, gli organi ed i ritmi dell’intero organismo.
I chakra permettono, in sintesi, il passaggio dei vari tipi di energia vitale tra le varie dimensioni che ci costituiscono nella nostra totalità: ad esempio consentono il passaggio delle emozioni tra il corpo emozionale ed il corpo fisico.

I chakra, vanno comunque intesi come centri energetici nei quali confluiscono molteplici canali energetici, specifici per ogni singolo chakra: i meridiani; è per questo motivo che operando sui e tramite i chakra si agisce sulla regolazione delle energie che scorrono nei meridiani, giungendo quindi al cuore della causa della malattia.

"Il corpo è il luogo privilegiato del Cosmo dove si manifesta l'energia creatrice del Sé"