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venerdì 4 aprile 2014

Il Salotto di Iside

Novita!!


Nuovo Pagan Moot a S. Ilario d'Enza (RE)
http://i58.photobucket.com/albums/g250/clajames/strega.gif 

L’incontro si svolgerà ogni 2° Giovedì del mese a partire dal 10 Aprile 2014, alle ore 21.00 presso Villa Giulia, Via Roma, 18 - Sant’Ilario d’Enza (RE).
Sala al primo piano.

Per chi dovesse trovarsi nei paraggi, ed è interessato, io consiglio di farci un salto... ;)

Il “Salotto di Iside” nasce dalla volontà di condividere pensieri ed esperienze personali riguardanti l’esoterismo e la spiritualità, in modo amichevole e conviviale. Quello che ha spinto l’associazione Artès ad organizzare queste serate è il voler costruire insieme un punto d’incontro per le persone che vorrebbero parlare in libertà della loro ricerca spirituale, senza i giudizi e i problemi che si riscontrano ogni giorno nella vita quotidiana.



mercoledì 13 marzo 2013

La Quercia e il Tiglio - la storia d'amore di Filemone e Bauci


Vi riporto ora una stupenda storia di rispetto e di amore che dedico al mio compagno di vita, con il vero desiderio di essere per sempre come il Tiglio e la Quercia della storia, due alberi da un unico tronco coi rami intrecciati.



Trama (*):


Un giorno‚ Zeus ed Ermes scesero sulla Terra per vedere come vivessero gli uomini. Travestiti da mendicanti, i due Dei bussarono alla porta di molte case, ma nessuno voleva dare loro cibo, nessuno si offriva di ospitarli. Alla fine‚ arrivarono davanti a una piccola capanna col tetto di paglia e canne, situata nella Frigia, una regione dell’Asia minore. Quando i due finti mendicanti bussarono alla porta, vennero accolti da un’anziana coppia di sposi: Filemone e Bauci. I due vecchietti divisero con gli dei il loro modesto pasto: qualche uovo, legumi, miele e un po’ di vino.

Mentre mangiavano accadde però un fatto strano: la giara che conteneva il vino sembrava non svuotarsi mai. I coniugi, accortisi che i loro ospiti non erano comuni mortali, si scusarono per il misero pasto e proposero di cucinare la loro unica oca che faceva la guardia alla capanna. Siccome Filemone e Bauci erano anziani, non riuscirono ad afferrare l’oca. Zeus ed Ermes commossi dalla bontà dei due sposi, rivelarono la loro identità; dissero che dappertutto erano stati accolti male da persone senza cuore e aggiunsero che se ne sarebbero vendicati, mentre loro sarebbero stati ricompensati. I due Dei chiesero alla coppia di accompagnarli fino in cima ad una collina‚ che si trovava nelle vicinanze. Gli anziani coniugi seguirono le divinità e videro tutto il paese inondato da una pioggia torrenziale. Sotto i loro occhi la misera capanna si trasformò in un tempio dalle colonne di marmo con il tetto d’oro.

Zeus chiese ai due vecchietti quale fosse il loro più grande desiderio: essi risposero che avrebbero voluto vivere nel tempio del dio per custodire il suo santuario, ma lo pregarono di non essere mai separati, anche dopo la morte.
I due sposi morirono insieme: Filemone fu trasformato in quercia e Bauci in tiglio, due alberi dai rami intrecciati che spuntavano da un unico tronco.

PERSONAGGI:

Zeus : (il padre degli dei e degli uomini)
Ermes : (l’accompagnatore e messaggero)
Filemone: (marito e compagno di Bauci)
Bauci : (moglie e compagna di Filemone) 





FILEMONE E BAUCI

Come vecchiezza
avanti trascinasse‚
con Ermes giunse
il padre degli dei.

Qual seme fosse l’uomo
volea scoprire‚ 
sedendo alla sua mensa
e poi partire.

Ma ovunque si fermasse
era scacciato‚
qual ospite sgradito
era trattato.

Con l’ira che cresceva 
a dismisura‚
fermòssi a riposar
nella pianura.
A una povera capanna
egli bussò‚
dove una coppia
viveva con amore‚

gli fu aperto
ed tosto ei v’entrò‚
confortato dal sorriso
e dal gran cuore.

Di paglia era il tetto
e canne ai muri‚
ma luce rischiarò
i visi scuri:

divisero legumi 
il miele e il vino‚
mortificandosi
per tanta povertà‚

Filemone a Bauci
era vicino
ed ognuno gareggiava
per bontà.

L’oca‚ temendo allor
per la sua vita.
corse da Giove
a chiedere pietà

ed ei commosso
senza più indugiare
svelò ai due sposi
la sua identità.

-Ditemi dunque
figli miei diletti
qual premio posso dare
a voi quaggiù?-
-Nulla ci occorre
abbiamo il nostro amore‚
che ci fa ricchi
come voi lassù‚

sol di una cosa
potremmo esser grati‚
spegnerci insieme
come due fiati.

Noi non potremmo
sopportar l’attesa
di ricongiungerci
nel regno di Plutone‚

la sposa mia
è l’unica ragione
di questa e quella vita:
è la mia Giunone.

Acconsentì 
l’illustre commensale
e li condusse in alto
sopra un monte;

punì degli uomini
la poca umanità
e diede un grande premio
alla bontà:

dalla capanna
venne fuori un tempio
dalle colonne di marmo
e il tetto d’oro.

Da quel momento
fu la loro casa 
i custodi del luogo
furono loro.

Quando arrivò 
la fine della vita‚
divennero un sol tronco‚
con due chiome.

Ancora oggi‚quando soffia il vento
la quercia dice al tiglio‚
ogni momento‚
-Tu sei la vita‚sei il mio amore!-





______________________________
(*) Ovidio, Metamorfosi, VIII, 626-720


martedì 14 febbraio 2012

Be My Valentine!


Per tutti gli amanti una dolce poesia d'amore di Jaques Prévert,
Les Enfant qui s'aiment

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour.



Traduzione:

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.


Ed una canzone molto carina di una catautrice italiana che si chiama Sistiana, ecco qui il video:




lunedì 3 gennaio 2011

I sentimenti degli animali


Questo post è una raccolta di 3 articoli trovati sulla rete a proposito dei sentimenti dei nostri amici a quattro zampe e delle loro speciali capacità, con qualche frase e suggerimento in più.
Spero vi possano interessare:

E’ confermato, i cani sentono le emozioni degli uomini

Passano gli anni e poi i secoli, ma gli antichi detti, la famosa saggezza popolare non si sbaglia mai e, alla fine, persino studi approfonditi lo dimostrano. Da sempre, infatti, si ritiene che i cani siano i migliori amici dell’uomo, confidenti silenziosi che possono comprenderne sensazioni ed emozioni e, a quanto pare, adesso ne arriva anche la certezza. La specie canina, infatti, sarebbe in grado di riconoscere una persona felice da una triste e distinguere il riso dal pianto, prima a livello profondo e poi anche a livello visivo. Lo conferma un gruppo di scienziati neozelandesi, che ha portato a termine una ricerca grazie al fondamentale apporto di un docente dell’Università dell’Otago.
Secondo i risultati ottenuti, quindi, non ci sarebbero dubbi: loro riuscirebbero a capirci forse meglio di un altro essere umano. Le prove sono state eseguite, facendo ascoltare ai cani, immagini registrate di neonati che ridono, piangono o farfugliano e, aggiungendo delle istruzioni verbali con espressioni cordiali o severe, si otteneva una diversa reazione degli amici a quattro zampe.
Tra l’altro anche i gatti sarebbero in grado di comprendere molti sentimenti e sensazioni provati da altri esseri viventi, nelle scorse settimane, infatti, altre ricerche hanno portato gli esperti alla conclusione che riescono a capire quando una persona sta veramente male e sta per morire, ben prima di medici ed infermieri. A tal proposito, sarebbero persino bravi ad assumere un atteggiamento triste ma consolatorio, quasi di comprensione. Vi consiglio su questo argomento il libro "Le fusa di Oscar. Certi gatti hanno poteri straordinari" di Dosa Devid che parla di un gatto, appunto Oscar, che è in grado di annunciare la morte dei pazienti della clinica dove vive e consola i malati ed i familiari con le proprie fusa, da una storia vera.
L’intelligenza animale è ancora dunque troppo sottovalutata e, chissà quanto ancora gli uomini che si credono superiori, ma a volte mancano di attenzioni e sensibilità, avranno da scoprire su questi piccoli amici sempre presenti nella loro vita. Un rapporto speciale, soprattutto quello con cani e gatti che, infatti, sono “adottati” dalla gran parte delle famiglie e, in molti casi, diventano in tutto e per tutto parte integrante del gruppo.



Gli animali sentono le emozioni del padrone

Che gli animali e, soprattutto, gli amici a quattro zampe, siano in grado di possedere una sensibilità molto forte e totalmente differente da quella umana, è ormai un dato di fatto da parecchio tempo. Cani e gatti, da sempre, più vicini alle persone e abituati a vivere in casa, capiscono immediatamente se nel nucleo familiare qualcuno è triste o è felice, se soffre o si sente smarrito e sono in grado di immedesimarsi perfettamente. Riesce perfino a commuovere la loro vicinanza e l’affetto che sono in grado di dare a chi non è al massimo delle proprie energie e, per tal motivo, sono davvero dei compagni super fedeli.
Allo stesso modo, non di rado riflettono i problemi emozionali e fisici di tutta la famiglia, acquisendone persino atteggiamenti e abitudini. Qualche volta, infatti, quando si osserva un pet e chi lo accudisce, si ha l’impressione che siano simili. Studia americani recenti, hanno portato all’attenzione della scienza diversi casi peculiari, come quello di un uomo che soffriva di problemi alla cartilagine delle ginocchia e, poco tempo dopo, il disturbo ha iniziato a colpire pure il suo cane. E’ pure capitato che, un animale a quattro zampe, nonostante le cure e tutte le attenzioni del caso, non si riprenda mai del tutto, se non guarisce il padrone, proprio per via della sua grande sensibilità verso le sensazioni di chi lo cura e lo coccola. Gli uomini non sono così profondi, possono rimanere tristi in un angolo se il proprio cane sta male, ma non assimilano le sensazioni del pet fino a provare gli stessi sintomi.
Ci sono state addirittura volte in cui un veterinario si è accorto che un animale presentava un problema e, solo per caso, successivamente, ad una normale visita di controllo, anche il padrone presentava il medesimo disagio. Per questo si fa sempre più strada la possibilità che, quando non ci si trova di fronte a disturbi di una certa rilevanza, possano essere trattati insieme con rimedi naturali non invasivi ma in grado di ristabilire piano piano la situazione.



Ma i cani ridono?

Tutti i cani ridono, 
vale a dire che la loro faccia assume un'espressione serena e rilassata,
 con le orecchie abbassate, gli occhi socchiusi, 
le labbra morbide e semiaperte ed il mento in alto. 
Questo è il sorriso di un cane.
Elisabeth Marshall Thomas

Sappiamo con certezza e siamo in grado di riconoscere quando i nostri cani sono felici, tristi o spaventati. Riguardo al ridere, invece, l’argomento è ancora piuttosto dibattuto. E lo è da molti anni ormai. Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione, affrontò la questione nel suo libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”, pubblicato nel 1872.
Nel testo darwiniano si osserva che il labbro superiore durante l’atto del sorriso nel cane appare ritratto, come se stesse ringhiando, di modo che i canini siano esposti, benché l’aspetto generale dell’animale mostri chiaramente che in quel momento non è affatto arrabbiato.
In molti ricollegano questa sorta di ringhio pacifico ad un sorriso, ma lo stesso Darwin affermò che non esisteva nessuna sicurezza a riguardo tale da poter affermare che, anche i cani, come noi, ridono.
C’è sempre il rischio di antropomorfizzare le emozioni degli animali, affibbiando ai nostri "quattrozampe" caratteristiche umane. Per esempio, e di questo ne abbiamo già parlato, è un errore presumere che l’aria colpevole del nostro cane sia dovuta a qualche misfatto, come aver rovesciato e rotto un vaso o fatto qualche altro disastro. Quando lo osserviamo con quegli occhioni spalancati e timorosi pensiamo subito che ne abbia fatta una delle sue e ci stia nascondendo qualcosa, dimenticando sempre che il senso di colpa non appartiene al cane più di quanto la fedeltà non appartenga all’uomo.
In realtà il cane si comporta così quando vede che noi siamo nervosi ed arrabbiati e la sua reazione furtiva altro non è che un rifuggire dalle nostra ira, dopo aver percepito tensione.
Tornando alla risata, abbandoniamo Darwin per uno studio molto più recente, effettuato da un ricercatore del Nevada, che è convinto di poter dimostrare che i cani intenti nel gioco ridono in qualche modo. I suoi risultati sono stati presentati la scorsa estate nel corso di un meeting dell’Animal Behavior Society. Patricia Simonet, questo il nome della ricercatrice, insieme ad un team di suoi colleghi, ha registrato i suoni emessi da un campione di cani mentre giocavano al parco, utilizzando microfoni parabolici per sentire anche a distanza.
Le registrazioni dei respiri trafelati del cane intento al gioco sono state poi analizzate e riascoltate, osservando che, quando recuperava una pallina, ad esempio, ed era eccitato dal gioco, l’ansimo era diverso dal semplice respiro trafilato ed affaticato. Sfumature che, per i ricercatori, possono voler dire che il cane sorrida attraverso un respiro 
diverso.

sabato 27 novembre 2010

Così vicini, così lontani


Mi è venuta questa considerazione ieri, quando ero a passeggio con la mia cagnolina.. Passando davanti a casa di una mia vecchia amica mi sono detta: 
"ma è mai possibile che viviamo a tre vie di distanza e che in pratica non ci vediamo e non ci sentiamo mai?"

Ora esistono il telefono, la mail, il cellulare, i social network e un altro mucchio di strumenti per permettere alle persone di rimanere in contatto e la gente cosa fa? La gente non lo fa, non ne ha voglia..

Quante volte vi sarà mai capitato di incontrare una persona che hai frequentato e sentirsi dire "è una vita che non ti fai sentire, eh?" ma perchè non ti sei fatto vivo tu per primo, mi chiedo.. oppure gente che per un anno sparisce e si fa vivo per il suo compleanno, del genere, ti ho sempre invitato, mi sembrava giusto farlo anche quest'anno..
Siamo finiti proprio nel mondo dell'ipocrisia e dell'opportunismo più spudorato..
Ho notato però che, a volte, tutto questo è semplicemente causato dalla paura..
La paura che ci frena davanti allo zerbino del vicino di casa per chiedere un pò di latte, la paura nel dire la verità agli amici, la paura di essere giudicato, la paura di ferire..
La paura che domina la maggior parte del mondo di oggi è un sentimento che rode in profondità e dal quale è difficile uscire..
La domanda dunque è, perchè avere paura? Perchè accontentarci di vivere una vita a metà?
Non abbiate paura di vivere, non abbiate paura di affrontare la vita a testa alta, poichè chi vive nella strada della verità non deve temere mai.

Buona giornata a tutti!

mercoledì 3 novembre 2010

Le lumache sono tornate!



Ebbene sì, avete capito bene..
Le lumache sono tornate!

Sono pazza? Forse, ma non sapete quanta gioia mi può dare una semplice e delicata lumachina che striscia su un muretto con la pioggia autunnale.
Dopo tanti giorni di pioggia intensa sarà capitato a tutti di vedere una piccola lumaca per terra, felice di essere finalmente nell’umido e all’aria (almeno a qualcuno il clima umido piace!)

Mi sono chiesta come mai questi animali mi piacessero così tanto e sono arrivata a questa conclusione:
Mi ha sempre affascinato la loro natura di essere ermafroditi e di potersi all’occorrenza riprodurre da soli, da piccola quando ne incontravo una ci giocavo spesso e mettevo in atto la “gara di lumache su matita”, una delle mie attività preferite! Divertentissimo! 

Questo è un piccolo sprazzo della mia infanzia e un piccolo pensiero che volevo condividere con voi,

Buona giornata a tutti ed attenzione a non schiacciare le lumache!
Sono così carine!!

lunedì 18 ottobre 2010

L' Amore non ha nè sesso nè età


Come capirete dal titolo del post, l’argomento di oggi è l’amore e sono fermamente convinta del fatto che l’amore non abbia né sesso né età.
Non ha sesso perché penso che ci si possa innamorare di chiunque, uomo o donna che sia, indifferentemente dal fatto che tu sia uomo o donna. Ho la possibilità di avere come esempio coppie etero e coppie gay ed ascoltare i loro problemi di coppia e vi dirò una cosa: sono sempre gli stessi.
L’organizzazione della casa, le pulizie, l’ascolto, le coccole, problemi di una qualsiasi coppia innamorata. Allora mi viene da pensare questo: Cosa ci possono trovare le persone di diverso in una relazione omosessuale rispetto ad una etero? Sono veramente così diverse? Io non credo proprio,nel modo più assoluto.


E poi non ha età, già…penso che l’importante per mantenere una relazione sia la mentalità comune e non l’anno di nascita. Nel senso che una coppia che ha anche 15-20 anni di differenza, se ha lo stesso modo di pensare, non troverà grosse difficoltà nel mantenere un rapporto stabile. Facciamo un esempio celebre, prendiamo la coppia Demi Moore e il suo giovane marito, lei è una donna che non si è voluta allontanare dai 20 anni ed è quindi normale che si sia trovata e stia bene con un ventenne. La storia ha fatto scalpore perché c’è gente che pensa che sia impensabile una relazione con una donna molto più vecchia dell’uomo e che sia possibile solo il contrario. Capisco che sia molto più facile trovare ragazze che frequentano uomini adulti per il semplice fatto che le donne tendono ad avere uno sviluppo fisico e mentale più rapido dell’uomo, ma ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola, donne con la cosiddetta sindrome di Peter Pan, che non vogliono prendersi le responsabilità che l’avanzamento dell’età provoca e che dovranno trovare come compagno di vita un uomo “alla loro portata”.
L’amore è un sentimento e come tutti i sentimenti forti, rabbia, odio, ira, non usa la razionalità, la logica, segue proprio la parte più irrazionale e profonda del nostro essere. In amore per me tutto è concesso.
Come dice l’Aminta di Torquato Tasso: "s'ei piace, ei lice".